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Festival del Film di Roma: ultimi giorni senza grandi sorprese

the-road-within-3di Alessandro Paesano  twitter@Ale_Paesano

The Road Within, (Usa, 2014) di Gren Wells è il remake del tedesco Vincent will Meer (Germania, 2010) di Ralf Huettner. Una commedia ben scritta e meglio recitata (nel cast Robert Sheehan –  bellissimo ­- e Kira Sedgwick) che vede tre pazienti adolescenti di una clinica privata per malattie mentali scappare per accompagnare il nuovo arrivato Vincent, che soffre della sindrome di tourette, sino all’oceano in memoria della madre appena morta (nel film tedesco viaggiano in Italia).
Un viaggio on the road corto e privo di vere e proprie tappe  dove però l’alchimia  tra dramma e commedia è ben dosata nel costruire le psicologie dei personaggi e le loro relazioni personali.
Un po’ scontato il flirt sessuale tra Vincent e Marie (anoressica) e la scena dell’amplesso in mezzo al nulla (mentre Alex aspetta) inutile e fuori luogo (ma almeno si spogliano sia l’uno che l’altra in una parità tra personaggi e attore e attrice non scontata).

the-road-within-2-for-press-useIl personaggio di Alex è quello meno sviluppato lasciando spazio solamente alle gag dovute alla sua mania compulsiva e alla germofobia che gli fa indossare sempre dei guanti di lattice. La scena più bella del film lo vede protagonista. Mentre riposano tutti e tre sullo stesso letto, Vincet e Marie abbracciati, Alex si toglie un guanto e prende la mano di Vincent che, accortosi del gesto, torna a dormire senza ritrarsi. In sala un pubblico studentesco ha applaudito.  Nessun finale consolatorio (anzi Marie finisce all’ospedale) dispiace un poco l’indulgenza con cui vengono risolti i dissapori tra Vincent e suo padre, in una retorica dell’accettazione troppo sbilanciata in favore dell’uomo adulto (il senso di colpa per non avere accettato il figlio malato cozza troppo con i troppi casi di prole cacciata di casa, negli States, da una schiera di genitori violenti) mentre la  figura della dottoressa Rosie è inconsistente e priva di spessore.

Un film che si fa comunque vedere e che ci presenta dei personaggi ai quali ti affezioni subito.

 

NC_00296The Nighcrawler (t.l. il lavoratore notturno*) (Usa, 2014) di Dan Gilroy segna il ritorno a un ruolo decente di Rene Russo che non faceva un film dal 2005 (ad eccezione dei due Thor) appesantita e invecchiata appena un poco, deuteragonista ideale di un Jake Gyllenhaal  (che del film è anche uno dei produttori)  invecchiato e sempre magnifico attore (a cominciare dallo sguardo stralunato che ha per tutto il film).
Il suo personaggio, Lou, è il prototipo del nuovo one made man   nordamericano, ancora con gli stessi principi capitalistici di una volta ma senza le sovrastrutture di allora, anzi povero, disadattato e solo.
Autodidatta grazie a dei corsi su internet, capace di ripetere ogni retorica discorsiva che ascolta e restituirla facendo credere sia sua,  Lou è un disoccupato che si arrangia, vendendo beni pubblici rubati (reti metalliche, rame e tombini che ha rubato) ai cantieri finché non assiste per caso a un video reporter che riprende la scena di un crimine rivendendo il filmato a una rete televisiva locale di news. Lou intraprende la carriera di freelance  vendendo alla rete diretta da Rene Russo i  filmati sempre al margine della deontologia professionale.

K72A7083.CR2Sottilmente disturbato e non consapevole dei confini etici che viola Lou è all’inizio naif nella sua amoralità che diventa immoralità quando impiega quel poco di potere che acquisisce con l’esperienza per organizzare la ripresa perfetta.
Il film affascina per la capacità di ritrarre i suoi personaggi con pochi tratti, pochi dettagli e tramite una storia raccontata con un ritmo impeccabile. Purtroppo il respiro dell’opera è corto perché mostra uno sciacallaggio individuale, di Lou e di Nina e non di un sistema economico, politico e culturale come in realtà è.
Da questo film si esce convinti che se i tg sono pessimi lo si deve alla pessima gente che vi lavora e non al sistema architettato e sostenuto da un preciso progetto politico (da questo punto di vista è molto più lucido Die Lügen Del Sieger)
Nightcrawler è un film di intrattenimento, cosa nella quale il nordamerica eccelle (non manca nemmeno il classico inseguimento con macchine distrutte).
Purtroppo la cultura con cui il cinema hollywoodiano guardava al mondo negli anni 70 rispetto i film di oggi (e Nightcrawler è anche uno dei suoi esempi più riusciti) non si sa proprio che fine abbia fatto…

* in italiano si chiamerà Lo sciacallo, uscirà il prossimo 5 novembre

 

 

 

 

 

(24 ottobre 2014)

 

 

 

 

 

 

©alessandro paesano 2014
©gaiaitalia.com 2014
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