La morte di Alfredo Cohen

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Alfredo Cohen 00di Alessandro Paesano twitter@Ale_Paesano

Dal blog di Alessandro Paesano, nostro preziosissimo collaboratore, riprendiamo la notizia della morte di Alfredo D’Aloisio, in arte Alfredo Cohen, Cohen era il cognome della madre,  morto a Tunisi per cause naturali all’età di 72 anni.

Da quasi un paio di decenni si era ritirato a vita privata lontano dall’impegno politico e artistico che lo avevano visto coinvolto sin dalla giovinezza, quando militava nel Fuori!  essendone stato uno dei fondatori, quando scriveva poesie, o pièce teatrali, quando eseguiva canzoni o recitava.

Figura oggi magari poco conosciuta, ma sarei felice di essere smentito, Cohen ha indicato una strada precisa per la militanza, quella dell’attivismo, oggi tanto poco frequentata, e della ricerca politica anche nel teatro e nella canzone.

Nel teatro Cohen debutta nel 1974 con lo spettacolo Dove vai stasera amico? nel quale interpreta una galleria di personaggi gay, animando il dibattito sulla lotta contro il sessismo e il moralismo piccolo-borghese, continuando l’anno successivo con lo spettacolo di monologhi e canzoni Oggi sul giornale e nel 1976 con Salve signori sono normale, dove decostruisce i luoghi comuni feroci della stampa borghese sull’omosessualità con una ironia precisa e implacabile.

L’anno dopo pubblica l’album Come barchette dentro un tram, del quale firma testi e musiche, arrangiato e prodotto da Franco Battiato e Giusto Pio.

Nel disco parla di omosessualità maschile come in Italia nessuno aveva fatto allora e mai farà dopo. Con ironia precisa e implacabile  Cohen racconta di marchette in Tre mila lire (tremilalire se vuoi toccare, tremilalire sbrigati ho fretta, vuoi fare l’amore con me? tremilalire)… Continuate a leggere qui.

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