Presentato il Festival Memorie Dimenticate 2015

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Memorie Dimenticate 450x300 - 2015di Gaiaitalia.com

Si è tenuta stamane nella bella sede del Comune di Roma Casa della Città la conferenza stampa della seconda edizione del Festival Memorie Dimenticate, prodotto da Gaiaitalia.com in collaborazione con Gaynet, con il Patrocinio di Roma Capitale, Assessorato Patrimonio, Politiche UE, Comunicazione e Pari Opportunità, dell’associazione Anddos, il patrocinio dell’UNAR, e in collaborazione con Nogu Teatro in occasione della Settimana della Memoria.

Ennio Trinelli, direttore del Festival, ha presentato alla stampa il programma di eventi che si svolgeranno dal 23 Gennaio al 3 Febbraio accomunati dall’attenzione rispettosa e a 360 gradi per le deportazioni delle persone omosessuali che sono state tra le vittime delle persecuzioni naziste.

Questa deportazione sarà rievocata il 23 Gennaio al Nogu Teatro (via G.Rappini, 40), (Ingresso libero) con la lettura recitata Memorie dimenticate, letture dai campi di sterminio a cura di Nogu Teatro, con interventi di Alessandro Paesano.

Queste deportazioni ha ricordato Trinelli, purtroppo sono proseguite senza soluzione di continuità nel nostro presente. In diversi stati del mondo infatti l’omosessualità è perseguita col carcere o la pena di morte inducendo molte persone omosessuali a chiedere asilo nei paesi occidentali.

Di questo si parlerà il 26 gennaio alle 15.30, alla Sala del Carroccio del Campidoglio nel convegno Moderne Deportazioni.

Alessandra Cattoi, Assessora Patrimonio, Politiche UE, Comunicazione e Pari Opportunità di Roma Capitale, Cristina Franchini, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – UNHCR, Valentina Itri, responsabile numero verde per Richiedenti e Titolari di Protezione Internazionale ARCI, Delia Vaccarello, giornalista e scrittrice, Monica Maggi, giornalista e poetessa, autrice dello spettacolo “I Triangoli Neri”, in programmazione al festiva, Tommaso M. Giuntella, presidente PD Roma e Rosario Coco, presidente Gaynet Roma faranno il punto della situazione sula penalizzazione delle omosessualità come strumento di oppressione e sterminio. Modera Alessandro Paesano, critico ed esperto di pregiudizi.

Di strategie del nazismo anche in campo artistico ed estetico si parlerà al Nogu Teatro il 3 febbraio alle ore 21 presentando il libro Musica per l’abisso. La Via di Terezin. Un’indagine storica ed estetica 1933-1945 di Leonardo V. Distaso (presente all’incontro) e Ruggero Taradel nel quale, traendo spunto dal Ghetto di Terezin, si analizza la costruzione estetica e artistica tramite le quali il nazismo sosteneva il proprio regime.

La memoria storica, ha sottolineano Trinelli si declina dunque sì al passato, ma la si ritrova a saperlo vedere, anche nel presente dove le stesse discriminazioni trovano forme nuove di intolleranza.

Una Memoria Storica ha ricordato Monica Maggi, autrice dello spettacolo I Triangoli neri che andrà in scena dal 26 gennaio al 1 febbraio al Teatro Agorà in via della Penitenza, 23, che non deve essere vista come un carico pesante da portare con sé, ma come i pantaloni di Eta Beta (l’alieno dei fumetti Disney) dai quali tirare fuori di volta in volta elementi e dettagli del passato tramite i quali misurare il presente.
Una memoria che si declina nel monologo col quale Christa, donna ebrea e lesbica, si fa testimone di una doppia discriminazione vissuta nei campi di concentramento in quanto donna e in quanto omosessuale.
Una donna e una lesbica che, ha spiegato Carlotta Tommasi che laCarlotta Tommas - Christa 00 porta in scena, prima di essere un personaggio è una persona con il suo vissuto unico e individuale di discriminazione ed è da questo punto di vista che l’attrice la porta in scena.

Una interpretazione, ha aggiunto Maggi, che è costruita anche sul linguaggio del corpo tramite il quale Tommasi porta in scena tutto l’implicito che nel monologo non è detto ma è comunque presente.

Lo spettacolo sarà in scena dal 26 gennaio al 1 febbraio. L’ingresso è di 11 € (più la tessera del Teatro che ne costa 2).

Rosario Coco ha ricordato in chiusura di conferenza come la retorica della minoranza, che pure serve come strumento di denuncia delle discriminazioni subite dalle persone non eterosessuali, non può che essere un punto di partenza e non il motivo sul quale articolare la rivendicazione politica perché finché si considerano tutte le diversità deportate dal nazismo e ancora parimenti discriminate oggi come minoranze le si relegherà nell’alveo delle eccezioni da tollerare non riconoscendo loro l’importanza della loro ricchezza pluralista, fondamentale per il funzionamento di ogni civiltà e democrazia davvero inclusive.

Maggiori informazioni al sito www.memoriedimenticate.gaiaitalia.com.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(19 gennaio 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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