Giuseppe Genna e la lunga attesa di Lopez
di Fabio Galli Alcuni personaggi continuano a vivere anche quando smettono di apparire. Restano in una sorta di... →
Nel 1789, a causa di un terremoto, fu gravemente danneggiata e le parti superstiti furono disperse tra varie collezioni. Oggi i quattro frammenti superstiti finora riemersi si ricongiungono. L’Angelo, uno dei capolavori di Pinacoteca Tosio Martinengo, sarà accostato a tre prestiti straordinari: un secondo Angelo proveniente dal Musée du Louvre di Parigi, L’Eterno Padre e la Vergine dal Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli. Inoltre, la Pala Baronci vedrà al suo fianco il disegno preparatorio realizzato da Raffaello in prestito dal Palais des Beaux Arts di Lille, un documento fondamentale per ricostruire l’originaria fisionomia dell’opera. Completa l’esposizione la copia parziale della Pala Baronci realizzata da Ermenegildo Costantini (1791), in prestito da Città di Castello.
Museo di Santa Giulia
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