A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la mostra Max... →
Nel 1789, a causa di un terremoto, fu gravemente danneggiata e le parti superstiti furono disperse tra varie collezioni. Oggi i quattro frammenti superstiti finora riemersi si ricongiungono. L’Angelo, uno dei capolavori di Pinacoteca Tosio Martinengo, sarà accostato a tre prestiti straordinari: un secondo Angelo proveniente dal Musée du Louvre di Parigi, L’Eterno Padre e la Vergine dal Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli. Inoltre, la Pala Baronci vedrà al suo fianco il disegno preparatorio realizzato da Raffaello in prestito dal Palais des Beaux Arts di Lille, un documento fondamentale per ricostruire l’originaria fisionomia dell’opera. Completa l’esposizione la copia parziale della Pala Baronci realizzata da Ermenegildo Costantini (1791), in prestito da Città di Castello.
Museo di Santa Giulia
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