Debutta il 13 gennaio nel Teatro Stanze Segrete di Roma l’avvincente storia di Didone, narrata in versi da Giuseppe Manfridi, interpretata da Marina Guadagno (attrice, doppiatrice e insegnante di recitazione; negli anni lavora con importanti registi teatrali come Giorgio Albertazzi, Franco Però, Livio Galassi) insieme a Fabrizio Pucci (attore, doppiatore, regista e direttore di doppiaggio; in teatro ha lavorato con Aldo Trionfo, Roberto Guicciardini, Mario Scaccia, Sandro Sequi, Nando Gazzolo, Mariano Rigillo, Armando Pugliese; è noto al grande pubblico per essere la voce di Hugh Jackman, Russell Crowe, Brendan Fraser, Antonio Banderas, Tom Hanks e molti altri) che ne cura anche la regia.
A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
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Ci troviamo di fronte all’originale rivisitazione di una fra le più belle pagine della letteratura latina, attraverso la trasformazione di un dramma antico in un dramma eterno, per molti versi contemporaneo: quante donne belle, piene di talento e di valore, si sono perse seguendo uomini che le hanno condotte alla rovina? E viene quasi spontaneo pensare a Claretta Petacci e Benito Mussolini mentre ripercorriamo l’amore di Didone ed Enea in questo allestimento pensato negli anni ’30-’40, con musiche e costumi che straniandoci dall’epoca classica ci fanno attraversare la storia, l’attualità e anche un po’ noi stessi.
Sinossi: Ovidio, già vecchio, evoca Didone, la regina fenicia che aveva giurato di non innamorarsi più dopo la morte del marito Sicheo e che invece si lascia bruciare dalla passione per Enea fino a suicidarsi con la sua spada dopo la partenza dell’eroe troiano. Ovidio crede di trovare in lei un’ispirazione, ma inconsapevolmente compie un atto di stregoneria: Didone gli rivelerà di non essere stata evocata, ma raggiunta. Dove sta avvenendo il loro colloquio? Nell’oltremondo? E colui che domanda, perché si trova lì?
Tra intensità tragiche e repentini slanci di frivolezza, Didone ripercorrerà il filo della sua rovinosa storia d’amore con Enea, illuminandola però di una luce nuova. Adesso lei è un nume luminoso che ha accesso a segreti che per il poeta Ovidio sono un mistero, ma contemporaneamente resta una donna palpitante e innamorata che ha barattato la propria vita con un ruolo tragico e marginale nel destino di un grande condottiero.
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
di Fabio Galli L’epistolario di Emil Cioran con Petre Țuțea, pubblicato postumo sotto il titolo L’insonnia dello spirito, rappresenta... →
Stanze Segrete
Via della Penitenza, 3 (Trastevere)
tel. 06.6872690 / 3889246033 / 3495087425
Orari spettacoli: da mart. a sab. ore 21, dom. ore 19
Botteghino: dalle 18,30 alle 21
info@stanzesegrete.it

