Verona, Fin Ch’an del Vino. Fino al 16 agosto

Altra Cultura

Condividi

Verona Arte e Vino 00 - Ricci-Ermitagedi Emilio Campanella

Una bella mostra alla Gran Guardia di Verona: ARTE E VINO, sino al 16 Agosto. Confesso di aver avuto qualche piccolissimo dubbio, quando ricevetti il primo comunicato, poi già il secondo, ampio e dettagliato, aveva suscitato maggiormente il mio interesse, anche per il livello qualitativo dell’ufficio stampa che ha seguito la manifestazione: VILLAGGIO GLOBALE INTERNATIONAL. Visitando la mostra ed alla fine del percorso ne ho concluso che si tratta di una esposizione di ottimo livello, non solo per l’importanza ed il numero delle opere esposta ( 184!), ma per il rigore scientifico, l’attenzione nell’allestimento, la colta puntualità nel dividerla in tre ampie sezioni tematiche di grande respiro nel proporre aperture e temi trasversali, oltreché integrando con gusto ed intelligenza, molti manufatti di quelle che vengono definite arti applicate. Il bel catalogo è pubblicato da SKIRA.

Pare che il progetto sia partito tre anni or sono e solo casualmente cada in concomitanza con l’EXPO milanese… Vero o non vero questo ha poca importanza, dato il risultato; peraltro, le date lombarde erano note da gran tempo, e comunque vino ed arte fanno parte della cultura veronese da secoli, quindi benvenga un’iniziativa che, come raccontava la Dottoressa Paola Marini ( Direttrice dei Musei d’Arte e Monumenti) alla presentazione, era nell’aria da moltissimi anni ed in diverse sedi della città. Molti importanti prestiti hanno contribuito alla riuscita del progetto, dal MART di Rovereto all’Ermitage… passando per moltissimi musei “minori” che hanno nelle loro collezioni gioielli poco noti al grande pubblico.

La colta argomentazione esposta in maniera simpaticamente muscolare da Nicola Spinosa curatore insieme con Annalisa Scarpa -e con alle spalle in comitato scientifico che conta nomi di tutto rispetto- alla presentazione, si inizia con VINO E SACRO. Sono molteplici le ebbrezze di Noé, come gli episodi di Lot con le figlie, occasioni di confronti straordinari: Antonio Busca, Battistello Caracciolo, Massimo Stanzione, Bernardo Cavallino, Agostino Beltrano, Domenico Fiasella (Il Sarzana), Gioacchino Assereto, Sebastiano Mazzoni, Bartolomeo Guidobono, Nicola Grassi. Le storie di Noè le vediamo illustrate da: Antonio De Bellis, Andrea De Ferrari, Giacinto Brandi, Luca Giordano (una delle presenze preponderanti della mostra). Ci sono cene, come quella di Emmaus di Tiziano ( 1542-44), dalla Galleria Nazionale delle Marche, di Urbino, oppure quella in casa di Simone fariseo di Bonifacio de’ Pitati, 1527, ca. dal Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, ma la grande emozione è rappresentata da Lorenzo Lotto, con il suo SACRIFICIO DI MELCHISEDECH DEL 1544-50, che non lasciava il Museo della Santa Casa di Loreto da quarant’anni! Non posso non nominare CHRISTO CON LA CROCE di Cornelis van Haarlem dal Museo Nazionale di Varsavia, del 1529 ca. in cui il soggetto è un bellissimo uomo barbuto dal fisico muscoloso, una croce subito dietro, trattenuta dalla mano sinistra, come ad incombere, una elegantissima coppa svasata in vetro, come ne sono esposte poco lontano, tenuta con eleganza nella mano destra, quasi appoggiata all’addome, il vino contenuto che sembra da poco zampillato dalla ferita del costato, ferita non ancora inferta, sacrificio non ancora compiuto, oppure si, e questo quadro ne è la celebrazione, immagine di un dogma sfaccettato e poliedrico, rompicapo per i credenti.Verona Arte e Vino 01 - Cornelis Van Hardeem

VINO E MITO è la seconda sezione, e siamo alla visone dionisiaca del vino, le vicende mitologiche di Bacco, sempre lui, i riti, i cortei, le feste, i banchetti in una visione orgiastica di grande solarità, all’apparenza, ed in cui il lato oscuro sembra dimenticato, ma sembra soltanto, e nelle opere degli artisti, e nelle scelte curatoriali. Ci sono tutti: Bacco in primis, Arianna, i Sileni. Pan, lo stesso Eracle, Ebe, ovviamente! Scegliendo a caso, ma anche no: Peter Paul Rubens (àmbito) BACCO EBBRO dagli Uffizi, Annibale Carracci BACCO, 1626, Capodimonte, Pietro Mattoni, detto Pietro Vecchia BACCO CON QUATTRO UOMINI ANZIANI 1650, Banca Popolare di Vicenza…lubrica visione del dio bambino fra le grinfie di quattro vecchiacci, uno dei quali strizza un capezzolo da cui zampilla il vino in una coppa tenuta da un altro…da Palazzo Bianco di Genova, SILENO EBBRO del 1625 ca. di Jan Roos, grande tela dall’equilibrio spaziale e cromatico, perfetto. Non posso non nominare Sebastiano Ricci, il cui BACCANALE IN ONORE DI PAN dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, ha l’onore, peraltro meritatissimo del manifesto e della copertina del catalogo. Non manca neppure BACCANALE CON SATIRI, sempre suo, del 1725, dall’Ermitage.

Terza sezione: VINO, NATURA E UOMO, ed ovviamente incontriamo le stagioni viste da Francesco Bassano, da Luca Giordano, ancora, le allegorie, le scene campestri, le convivialità, le merende in campagna, le ubriacature non certo mitiche, né mitizzate, ma piuttosto realistiche, invece. Pian piano si arriva al Novecento e non posso non citare (ENTREMETS)MI RICORDO QUANDO ERO FANCIULLA di Angelo Morbelli del 1903, dalla Galleria d’Arte Moderna di Firenze…emozionante e struggente interno di casa di riposo, con tante donne anziane sedute a lunghe tavole, una mantellina rossa sulle spalle, un bicchiere di vino dello stesso rosso davanti…come un dramma di Bertolazzi…a concludere, suggestioni di Nomellini, Picasso, Ettore Tito, Depero, Sironi, Morandi, De Pisis, Guttuso. Terminato il percorso, si esce sugli spalti si gode della vista di Piazza Brà. Rientrando si trovano gli stands delle case produttrici vinicole che sono fra gli sponsor, ed accanto una libreria tematica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(15 aprile 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

Pubblicità