L’Arte vista da Emilio Campanella: da Venezia centro verso “Il Castello”

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Emilio Campanella Foto - 02di Emilio Campanella

Il nostro quarto itinerario d’arte parte dal centro di Venezia, in via (calle ) 22 Marzo, in realtà, un rio terà (interrato) come ce ne sono molti, per entrare nell’importante Galleria Contini che in questi mesi propone, sino al 30 Novembre: OMAGGIO A IGOR MITORAJ, prematuramente scomparso lo scorso anno. Artista di grande levatura la cui cifra di riferimento alla statuaria classica, con le sue profondamente drammatiche riflessioni sulla forma, la sua corruzione, la sua dissoluzione: linee purissime e ferite lancinanti alle forme perfette.

Il percorso espositivo si snoda su due piani della galleria. Il bellissimo catalogo è autoprodotto. Per chi amava questo artista è un appuntamento assolutamente da non mancare.

Arrivati in Piazza S.Marco consiglio una visita alla Fondazione Bevilacqua La Masa sui cui due piani si può compiere un viaggio fotografico intitolato SEBASTIAO SALGADO, Profumo di Sogno. Foto da tutto il mondo sul tema del caffè… Dopo, ogni tazzina costituisce uno stimolo di riflessione.

Della serie contaminazioni da Biennale 2015, nella sala sansoviniana della Biblioteca Marciana è allestito il padiglione della Nuova Zelanda. Perfettamente integrato con il magnifico luogo antico è il bel contrasto tecnologico delle vetrine del percorso espositivo. Il lavoro si chiama SECRET POWER, l’artista è Simon Denny. Al Palazzo delle Prigioni vecchie, ecco, come ogni anno Taiwan che con NEVER SAY GOODBYE di Wu Tien-Chang, propone un gioco ironico e caustico, intorno al musical’, personaggi intercambiabili interpretati dalla medesima (?) cantante. Il padiglione dell’Equador, a S. Maria della Pietà: GOLD WATER: APOCALYPTIC BLACK MIRROR, lavoro di Maria Veronica Leon Veintemilla, di notevoli contrasti ed effetti.

Alla Fondazione Querini Stampalia, sino al 9 Settembre: JIMMIE DURHAM, Venice: Objects, Work and Tourism. Nel titolo, tutto è già detto. Sparsi nell’Area Scarpa, assemblaggi di pezzi, cocci, materiali eterogenei, curiosi ed un po’ sinistri. Nella Suggestiva, antichissima chiesa di S.Antonin, le ricerche formali e spaziali di CONVERSION, di Recycle Group. In Campo della Tana, sino al 26 Settembre: THE INFINITE NOTHING di Tsang Kin-Wah, presentato da Hong Kong in Venice. Lavoro di grande suggestione ed ambientazione spaziale giocato su luci, effetti, proiezioni.

Di là dallo specchio d’acqua dell’Arsenale, di fronte alle Gaggiandre, alla Tesa 94 ritroviamo Fabrizio Plessi, incontrato a Ca’ D’oro, e che qui ha allestito la suggestiva installazione cui ho accennato precedentemente: in un grande spazio in penombra, barche rovesciate, vecchi legni della tradizione delle Isole Baleari, salvate dall’oblio e dalla distruzione. Luci e riflessi si sprigionano da sotto gli scafi. Il lavoro, gemello dell’altro, s’intitola: LIQUID LIGHTS, sempre contraddistinto come PLESSI IN VENICE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(15 giugno 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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