Ecco, parliamo di piedi: arti involontariamente dimenticati in fondo ad una scarpa, i nostri migliori amici quando si tratta di camminare, correre e fare tutto ciò che concerne il movimento. Basta così? No, magari può diventare una professione, il calciatore, quella più nota in cui i piedi hanno certamente più dignità e attenzione. E il resto? Son piedi, quale resto? Eppure anche i piedi possono diventare uno strumento artistico ed espressivo. Ci sono attori che sanno recitare dal busto in su, ma c’è un artista, Monsieur David, che riesce perfettamente a padroneggiare la parte dal busto in giù costruendo interi spettacoli su questa abilità. Sullo sfondo affascinante di Castel Sant’Angelo – la nuova location del Roma Fringe Festival – vediamo ergersi quei due piedi, prendere vita e forma, in una “sostenibile” drammaturgia figurativa. E ci è concesso emozionarci restando stupefatti e affascinati per uno spettacolo che sembra nato per un pubblico di bambini?
Silvestro Lega, dalla Patria alla luce
di Fabio Galli Che cosa rimane del Risorgimento quando la pittura smette di raccontarlo? È una delle domande... →
Alla fine le storie sono molto semplici, un volo all’interno di fantasie minime, ma è la qualità espressiva e mimica con cui Monsieur David riesce a costruire questo viaggio di spensieratezza che conferiscono alle stesse spessore artistico. Perfettamente accordati alla musica, i movimenti si sviluppano con una precisione millimetrica, rivelando ad un pubblico allenato l’intenso lavoro sul corpo che porta a produrre queste brevi ma significative performance. Molto apprezzato anche l’intermezzo dell’elegante Federica Gumina, la quale si è esibita a metà spettacolo con un solitario e intimo tango, sebbene ancora difficile ci riesce la sua collocazione all’interno della rappresentazione.
Non riusciamo a capire se ridano più gli adulti o i tanti bambini presenti. Per un adulto è certamente una riscoperta del gioco, del lazzo, del sogno sospeso dalla responsabilità d’essere grandi, un modo per riscoprire emozioni primordiali e riattivare i motori di una fantasia ingolfata. Sì, perché forse lo sforzo vero non è quello creatore di Monsieur David, ma quello dell’adulto che deve credere e reinventare un linguaggio che forse ha rimosso, tornando a meravigliarsi. Forse le risate nascondono proprio quello, il solletico che ci provoca all’anima tornare a meravigliarci per qualcosa.
(3 giugno 2015)
A Genova il World Press Photo Exhibition 2026, fino all’8 dicembre a Palazzo Ducale
Torna a Genova la World Press Photo Exhibition, prestigiosa manifestazione internazionale che premia ogni anno i migliori scatti... →
©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata

