Antony Gormley. Geestgrond: il corpo come misura dello spazio
di Fabio Galli Al KMSKA di Anversa è in corso fino al 20 settembre 2026 Geestgrond, la più... →
Quattro anni fa moriva a soli 27 anni (età maledetta o altro?), Amy Winehouse. La cantante britannica, angelo maledetto, voce benedetta, ricca di jazz e soul, unica maniera di bel canto, ha pubblicato solo due album: Frank nel 2003 e Back to Black nel 2006.
Lo scorso anno Londra la ricordava con una grande statua, anche se forse sarebbe stato meglio fare qualcosa per lei durante la sua vita, statua creata da Scott Eaton, monumento permanente alla giovane cantante, situato in Stables Market a Camden, meta di pellegrinaggi permanenti.
Giuseppe Genna e la lunga attesa di Lopez
di Fabio Galli Alcuni personaggi continuano a vivere anche quando smettono di apparire. Restano in una sorta di... →
Permanente continuerà a essere la sua voce, la sua singolare capigliatura e quegli occhi che la dicevano lunga, (più dell’età maledetta) sul triste destino che avrebbe abbracciato l’artista.
Ciao Amy, grazie.
(24 luglio 2015)
©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata

