Orson Welles, Aspettando la Mostra

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Othello Orson Wellesdi Emilio Campanella

 

 

 

ASPETTANDO LA MOSTRA: questo il titolo di un’affollatissima serata tenutasi il 1 settembre alla Sala Darsena del Lido di Venezia in cui la 72a Mostra internazionale d’Arte Cinematografica ha avuto la sua preinaugurazione “en famille”, prima che le luci internazionali si accendano sulla rassegna ufficiale.

La sala esaurita, l’organizzata distribuzione degli inviti grazie anche alla collaborazione di tre testate giornalistiche locali, per l’interesse del programma che prevedeva l’esecuzione dal vivo della ricostruita partitura del musicista Angelo Francesco Lavagnino, scritta a commento del lavoro di Orson Welles, intorno al MERCANTE DI VENEZIA ed eseguita dal vivo dall’Orchesta Classica di Alessandria diretta Roberto Granata. Di seguito i trentacinque minuti ricostruiti con lavoro certosino di ricerca ed il più possibilmente fedele, grazie al Cinemazero di Pordenone (Cineteca del Friuli Venezia Giulia) Cineteca di Bologna, Filmmuseum Munchen, ricostruzione presentata dai protagonisti dell’ “archeologico” ritrovamento di questo lavoro non terminato del 1969 e sempre avventurosamente portato avanti dal grande regista.

Girato in luoghi noti, ma anche più segreti della città, con un occhio ovviamente speciale ed una tavolozza cromatica sapiente, un’ambientazione genialmente artigianale ed un montaggio abilmente suggestivo; cosa non da poco.

Uno Shylock profondamente umano e dolente, pur nel suo rancore e desiderio di riscatto. Essendo previsto come televisivo, l’approccio è parzialmente documentaristico, ed “artigianale”, punto di vista che aggiunge suggestione ed interesse.

A seguire OTELLO del 1951, copia ritrovata dell’edizione del film, prevista per Venezia, e poi ritirata dal regista per problemi tecnici. Venne rimaneggiata dallo stesso autore in un’edizione inglese come OTHELLO e presentata a Cannes nel 1952, dove vinse la Palma d’Oro. Questa versione destinata al festival del Lido, arriva finalmente, ed in occasione del centenario della nascita di Welles, con un doppiaggio italiano supervisionato dallo stesso regista e tre minuti in più, grazie alla Cineteca Nazionale. E’ un’occasione coi fiocchi per godere ancora una volta di un capolavoro assoluto girato con la maestria che conosciamo, in un bianco e nero di grande suggestione, in cui le architetture incombono sui personaggi, l’ascendenza formalista evidente, il montaggio sintetico e nervoso, e le voci straordinarie di Gino Cervi, Paolo Stoppa, Rina Morelli…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(4 settembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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