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Nordic Film Fest: non tutti i film riescono col buco

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di Alessandro Paesano
twitter@Ale_Paesano

 

 

 

 

Appelsinpiken (t.l. la ragazza delle arance) (Norvegia, 2009) di Eva Dahr porta sul grande schermo il romanzo omonimo del 2003 di Jostein Gaarder, sceneggiato da Axel Helgeland che racconta dell’amore tra il giovane Jan Olav e la misteriosa ragazza delle arance. Olav racconta la storia di questo amore a suo figlio il giorno del suo 16mo compleanno tramite tre lettere (Olav è morto giovanissimo di leucemia) che il ragazzo legge mentre si reca in montagna ad osservare una cometa.

Il film, come il romanzo, vorrebbe insegnarci che nella vita la cosa più importante è l’amore ma lo fa presentando il più stucchevole dei colpi di fulmine tra un ragazzo e una ragazza bellissimi dove l’amore non si basa sulla condivisione di interessi o di prospettive di vita ma su una mistica tra i sessi esclusivamente eterosessuale ed eterosessista secondo la quale le donne sono sempre da corteggiare e soffrono per amore quando i maschi non sanno essere all’altezza del loro ruolo.
Un film da dimenticare  girato con uno stile televisivo, superficiale e poco attento alla psicologia dei personaggi,  e dove grazie alle lettere paterne il figlio sedicenne riesce a capire che invece di interessarsi alla cometa forse è meglio se bacia la ragazza alla quale piace.
Un film da dimenticare.

DK_The-Idealist-02.-Photo-by-Christian-Geisnæs-940x480Altrettanto televisivo è Idealisten (t.l. l’idealista) (Danimarca, 2015) di Christina Rosendahl tratto dal libro inchiesta Thulesagen – Løgnens univers del giornalista e scrittore danese Poul Brink.

Il libro ricostruisce un caso di insabbiamento quando nel 1968 un B 52 statunitense precipitò in Groenlandia vicino a Thule con il suo carico di 4 bombe termonucleari. La zona di impatto venne bonificata da operai e vigili del fuoco Danesi ai quali non venne riconosciuto il danno  da esposizioni a Plutonio perché ufficialmente il plutonio non doveva esserci.
Il giornalista Poul Brink si interessa al caso 20 anni dopo e nonostante le prove schiaccianti non riesce ad ottenere dal Governo alcuna ammissione ufficiale.
Il film ne trae una storia debolissima, incapace di tenere desta l’attenzione, più preoccupato nell’indicare lo scandalo di un Governo che fa finta di non avere alcuna accordo nucleare con gli USA mentre di fatto era così contravvenendo alla volontà popolare piuttosto che l’inumanità di negare le cure mediche a degli operai ammalatisi durante il lavoro.
Il racconto,  sviluppato esclusivamente dal punto di vista del giornalista, non fa mai emergere le responsabilità dell’establishment politico come se la lotta intrapresa non sia contro il volere preciso di una classe politica ma contro una invisibile quanto ineluttabile burocrazia à la Kafka.

Un film interessante per il fatto storico portato all’attenzione europea ma del tutto inadeguato dal punto di vista cinematografico  e questo nonostante i materiali di archivio che costituiscono l’unica parte del film davvero interessante

NO_Victoria21-940x480Victoria. En kjærlighedshistorie  (t.l. Vittoria. Un romanzo breve) (Norvegia, 2012)  di Torun Lian porta sul grande schermo il romanzo omonimo del 1898 di Knut Hamsun (premio nobel per la letteratura nel 1940).
Il romanzo racconta della storia d’amore tra Victoria e Johannes. Lei figlia di un proprietario terriero lui di un mugnaio, cresciuti insieme e divisi dalla differenza di classe. Johannes si fidanza con Camille la figlia di un possidente (che aveva salvato dall’annegamento quando era una bambina). Victoria è promessa sposa di Otto figlio di una famiglia le cui ricchezze il padre della ragazza spera possano sistemare le sue finanze disastrate.
Mentre Johannes verrà lasciato da Camilla che si innamora di un altro, Victoria rimane senza fidanzato (Otto muore in un incidente di caccia) e senza padre (si suicida dopo che vede sfumare il matrimonio).
Victoria morirà di tisi che potrà piangerla solo dopo morta.
Il romanzo considerato un inno all’amore esprime appieno la poetica del suo autore, fautore di una natura incontaminata (come quella del paesaggio del Nordland, all’estremo nord della Norvegia) contro la vita in città a favore di quella rurale dove l’amore è emanazione di una natura matrigna indifferente alle umani sorti.

Il film che ne è stato tratto, rimarcabile per lo sforzo produttivo e la ricostruzione storica i costumi e delle scene e girato con una splendida fotografia possiede una pessima sceneggiatura incomprensibile (a cominciare dalla scansione temporale… Tra una scena e l’altra passano giorni? settimane? mesi? Anni? Ah saperlo!) tanto da mancare di coerenza narrativa. Ciononostante il film sa farsi vedere, anche per la bellezza degli interpreti soprattutto i giovani e per un certo gusto esotico di location nordiche e da favola. Una favola alla quale manca il lieto fine.

laplod-940x480Su Napapiirin sankarit II (t.l Odissea Lappone 2) (Finlandia, 2015) di  Timo Airaksinen (sequel di Napapiirin sankarit diretto nel 2010 da Dome Karukoski), uno dei film finlandesi di maggior successo in Finlandia l’anno scorso con 400 mila biglietti strappati,  c’è poco da dire oltre che ci meraviglia sia stato scelto per il festival.
I personaggi del film sono descritti secondo i più triti cliché maschilisti che vedono gli uomini vittime delle donne e che nonostante tutto sono dei poveri diavoli, dei bravi ragazzi vittime di queste virago emancipate e che osano mettere piede fuori di casa invece di restarvi  a fare da mogli e madri.
Una commedia a base di teste di renna esplose (dentro automobili sportive) e pupù di neonato sparsa sul tappeto che poi schizza da tutte le parti, e nel quale il motore narrativo sono le bugie dette dagli uomini ai danni delle donne.
In sala ha fatto tanto ridere ribadendo che in Italia il pubblico anche quelli selezionato che viene a vedere film nordici in lingua originale è sempre nostalgicamente in linea con la visione fascista dei ruoli di genere quelli che relegavano le donne ai lavori donneschi della cucina di mussoliniana memoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

(26 aprile 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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