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30° Todi Festival: belle mostre collaterali di Pizzi Cannella e Rossella Fumasoni

Piero Pizzi Cannella 00di E.T.  twitter@iiiiiTiiiii

 

 

 

 

 

 

 

L’inaugurazione del 30° Todi Festival, che Gaiaitalia.com sta seguendo dalla bella città umbra per i suoi lettori, non è solo teatro, ma anche una bella serie di iniziative collaterali che si tengono nei numerosi spazi espositivi della città, che è un vero e proprio tesoro di eventi culturali di rilievo durante tutto l’arco dell’anno. Facevano parte dell’atto inaugurativo del festival – tuderti in grande spolvero e signore dalle misès che a volte definire imbarazzanti non è esagerato (una lunga gonna di pailletes dorate alle 5 del pomeriggio fa ribaltare Coco Chanel nella tomba) – tre mostre d’arte, la prima delle quali di Ilana Efrati (foto in basso a destra) dedicata alle foreste ed ai loro rami ed alla vita che attorno alle foreste ed ai rami si è costruita, consta di un’installazione che si vede in cinque minuti, si firma il registro e ciao ciao.Ilana Efrati 00

Spostandosi verso la magnifica mano di Piero Pizza Cannella (foto in alto a sinistra), nella rinnovata Sala delle Pietre della città, si gode di dieci opere di grandi dimensioni (e di grande bellezza) dell’artista autore anche del manifesto del 30° Todi Festival, realizzate appopsitamente per questa edizione della manifestazione. Elementi legati alla città, come il bellissimo Tempio della Consolazione del Bramante, si fondono con gli elementi tipici dell’opera di Pizzi Cannella come le lucertole, le stelle del cielo e le mappe. Chiaroscuri e torni del beige e del nero carboncino tratteggiano il grande talento di Pizzi Cannella: imperdibile.

Rossella Fumasoni 00Alla Pinacoteca del Palazzo Comunale (4° piano, che offre una vista mozzafiato sulla piazza) le opere di grandi dimensioni di Rossella Fumasoni, donne fluttuanti (foto a lato) e figure che sembrano stagliarsi come mosaici su grandi distese di colore o tra fiumi di parole, e quindi torte di grandi dimensioni che forse non sono nemmeno torte, in un universo onirico che lascia il solo dubbio – che rischia comunque di essere sterilmente concettuale – di cosa sia arte e cosa sia invece bisogno di parlare di sé a tutti i costi. In fondo non dicono entrambe la stessa cosa? “A Piazza dei Sanniti bisognerebbe metterci il mare” è il titolo della mostra, che vi consigliamo, insieme a quella di Pizzi Cannella e di Efrati, al di là di quello che è il nostro parere personale sulle opere esposte o sull’esposizione nella sua totalità.

 

 

 

 

 

(28 agosto 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

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