Premi Ubu: premiata l’eccellenza di Emilia Romagna Teatro

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di Redazione

 

 

 

 
Celebrata la 39°edizione del premio curato dall’associazione “Ubu per Franco Quadri”
lo scorso 14 gennaio a Milano – negli studi di Radio3 Rai, all’interno della trasmissione Piazza Verdi, a cura di Elio Sabella – si è celebrata la premiazione della trentanovesima edizione dei Premi Ubu, curata dall’Associazione Ubu per Franco Quadri.

“Sono molto soddisfatta dell’esito di questa nuova edizione dei Premi Ubu, importante riconoscimento nazionale che anche quest’anno ha premiato l’eccellenza dimostrata dal nostro territorio in ambito teatrale – ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Bruna Gambarelli – Mi piace particolarmente sottolineare come il meritato premio per la migliore direzione organizzativa assegnato a Pietro Valenti, che ha da poco concluso con successo il suo incarico come direttore di Emilia Romagna Teatro Fondazione, sia reso ancora più prezioso dal fatto che molti dei lavori che hanno ricevuto il Premio Ubu, sono stati prodotti o programmati proprio da Ert., come il progetto pedagogico “Santa Estasi” di Antonio Latella, premiato come spettacolo dell’anno e “Prima della pensione”, in scena proprio in questi giorni all’ Arena del Sole che vede protagonista, accanto a Marco Sgrosso e Elisabetta Vergani, Elena Bucci, vincitrice dell’ Ubu 2016 come migliore attrice. Sempre in questo teatro è stato ospitato lo scorso aprile anche “Amore” di Spiro Scimone, opera vincitrice del premio come nuovo progetto drammaturgico e migliore allestimento scenico e accompagnata in quella occasione da un focus realizzato ad hoc con l’Università di Bologna. Tutto questo dimostra ancora una volta il lavoro attivo e attento di Emilia Romagna Teatro, casa di artisti di alto livello e catalizzatore di progetti condivisi con i più importanti operatori della scena teatrale contemporanea”.

Così il comunicato stampa giunto in redazione sull’assegnazione degli ultimi premi UBU che non fanno che confermare la tendenza italiana a spartire i premi tra i pochi che hanno la fortuna (fortuna?) di entrare nelle grazie dei Teatri Stabili e nell’orribile circuito scambistico tra realtà teatrali, pratica che costituisce la miglior forma per impedire alle numerosissime compagnie emergenti di eccellente livello di avere la visibilità ed il lavoro che meriterebbero. Continuiamo pure a celebrare l’esistente ed il potere insieme ai soliti noti.

 

 

 

(17 gennaio 2017)

 

 

 

 

 

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