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Bellini e i Belliniani, a Conegliano l’Arte vista da Emilio Campanella

di Emilio Campanella

 

 

 

 

 

La cosa da premettere, iniziando a parlare della bella mostra: Bellini e i Belliniani, Dall’Accademia dei Concordi di Rovigo, curata da Giandomenico Romanelli per Palazzo Sarcinelli dove la si potrà visitare sino al 18 giugno prossimo, è che si tratta dell’unica esposizione intorno a Giovanni Bellini, in occasione dell’ormai appena trascorso cinquecentenario. Preparata da alcuni mesi, anche attraverso  diverse conferenze di presentazione tematiche, in varie città, giunge a Conegliano, forte di una notevole risonanza d’informazione e di un approfondimento precedente all’esposizione stessa.

Prima di questa occasione , “soltanto” episodi isolati di prestiti anche importanti come: L’ebbrezza di Noè da Besançon, che chiudeva la mostra delle Scuderie del Quirinale, curata da Giovanni C.F. Villa nel 2008-2009, al Museo Correr di Venezia; la Trasfigurazione dal Museo di Capodimonte, a Palazzo Leoni Montanari di Vicenza; la Pala dell’Assunta dalla Chiesa di San Pietro Martire di Murano, al Museo Diocesano di Venezia. Si sono distribuiti dépliants informativi sulle presenze belliniane in tutta la regione, ma non si è allestita una mostra dedicata al grande pittore. Ben venga, dunque questa iniziativa che considera l’argomento da un’angolazione inedita quanto, anche un po’ trascurata: Bellini e dopo di lui, il suo stile che ebbe grande successo, i modi riconoscibili anche in importanti pittori.

Uno dei temi principali è quello delle Madonne con bambino, di grande diffusione in tutte le epoche e che in questo periodo raggiunse uno dei vertici di eleganza stilistica dalle moltepliciti variazioni ed adattissimo ad una diffusione rivolta anche molto alle committenze private per devozioni famigliari. Ci sono poi le devote meditazioni, che sono domestiche meditazioni, le quali una volta venivano definite Sacre Conversazioni, ma siccome nessuno parla e gli sguardi sono eloquenti, ecco la nuova definizione, decisamente più calzante, coniata dallo stesso curatore. Due esempi di Marco Bello: due Circoncisioni, quella dell’Accademia dei Concordi (ultimo decennio del XV sec.) ed accanto, l’altra, di collezione privata da Treviso (secondo decennio del XVI sec.) affiancate e raffrontate e così stilisticamente vicine alla Presentazione di Gesù al Tempio, belliniana della Fondazione Querini Stampalia di Venezia, a sua volta debitrice di quella mantegnesca di Berlino, Staatliche Museen zu Berlin Gemaldegalerie. Ritornando rapidamente a Conegliano e al bell’allestimento concentrativo e luministicamente ineccepibile, rimanendo sempre in tema, ecco la Madonna con bambino e il donatore fra i Santi Giovanni Battista, Francesco, Gerolamo e Sebastiano di Gerolamo di Santacroce, originario di Bergamo e del secondo decennio del XVI sec. elegante ripresa tematica della tavola belliniana detta: Sacra Conversazione Dolfin, nella Chiesa di S.Francesco della Vigna a Venezia.




Grande presenza, e non solo per la metratura, è quella della movimentata, ariosa pala intitolata: Madonna in trono con il Bambino e i santi Gerolamo, Pietro, Paolo, Antonio Abate, Nicola da Tolentino, del quarto decennio del XVI sec. dei ferraresi Dosso e Battista Dossi. Imago Christi è il passo successivo, ed in questa sezione cito la magnifica eleganza teatralmente perfetta della Flagellazione di Cristo di Jacopo Palma il Vecchio; Sempre dello stesso mi ha colpito una piccola tavola nella sezione Metamorfosi:una Danae stranamente vestitissima! E poi la sezione Teste e Ritratti che conclude il percorso con pregevoli presenze e volti fra cui spicca il magnifico Ritratto di Studioso di Domenico Capriolo, 1528 c.a . Marsilio ha pubblicato l’ineccepibile catalogo.

 

 

 

(2 marzo 2017)

 





 

 

 

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