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Musica #Vistipervoi mediocre concerto a Villa Torlonia in Roma con sgradevole finale

di E.T.   twitter@iiiiiTiiiii

 

 

 

 

 

Nonostante la più che interessante scaletta musicale, il primo concerto della serie  “I bemolli sono blu”, al pianoforte il Maestro Sandro De Palma, non è stato entusiasmante. Le molte imprecisioni durante l’esecuzione ed una estrema maleducazione del pubblico (e non solo del pubblico) hanno disturbato la serata musicale che ha preso il via con molto ritardo rispetto all’orario previsto (le 18.00).

Colto ed interessante il repertorio: si parte con Jules Massenet per passare a due chicche di Erik Satie, la “Gymnopédie” numero 1 e a seguire la deliziosa “Je te Veux”, per lasciare poi spazio a Claude Debussy. L’esecuzione di “Clair de lune”, da parte del Maestro De Palma costituisce, insieme a quella di un altro “Clair de lune n°1″ di Abel Decaux (che ci fa capire meglio non solo Schöenberg, ma anche l’assai più contemporaneo Ezio Bosso) le chicche della serata, proprio dal punto di vista dell’esecuzione. Sono ancora Debussy e Déodat de Sèverac col delizioso valzer “Pippermint-Get” a chiudere il concerto.

De Palma, non in serata felicissima, ha comunque offerto sessanta minuti di musica interessante e colta di fronte ad un pubblico che rispondeva ai messaggi al cellulare con bip udibili, né riceveva altri senza preoccuparsi di silenziare il telefono o usava la luce del cellulare per leggere il programma.

Tutto questo si è svolto nell’assoluto disinteresse della maschera addetta alla sala al quale, alla fine dello spettacolo, dopo che con poca educazione si era rivolto ad un nostro vicino di posto preda di un attacco di tosse che, imbarazzato, aveva cercato di ovviare all’inconveniente bevendo un sorso d’acqua dalla bottiglie che recava con sé ed era stato apostrofato con maleducazione: “Caramelle, qui bere acqua è proibito!”, ci siamo rivolti per chiedere spiegazioni sul come mai si fosse preoccupato dell’acqua – e con quel tono! – e non di zittire chi faceva confusione o di avvisare all’ingresso della sala di spegnere i cellulari per non disturbare pubblico e musicista. Di fronte all’ancor più maleducata reazione quest’ultimo, siamo dovuti andare a protestare in direzione.




E siamo costretti a scriverne perché se lasciamo che alla maleducazione del pubblico si sommino anche l’arroganza e l’ulteriore maleducazione di certi strappabiglietti che si sentono qualcos’altro, allora la cultura di questo paese è davvero fottuta.

 

 

(3 marzo 2017)

 




 

 

 

 

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