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Timori e tremori a Rovigo: Emilio Campanella li ha vissuti personalmente e ce li racconta

Rovigo Boecklin Rovina_sul_maremdi Emilio Campanella

Palazzo Roverella presenta la “curiosa” mostra: OSSESIONE NORDICA, Bockling, Klimt e Munch e la pittura italiana, curata da Giandomenico Romanelli ed aperta al pubblico dal 22 Febbraio al 22 Giugno.

Nuovo corso a Rovigo? Forse sì, ma ancora una volta un evento espositivo che “insegue” da vicino quello appena aperto di Forlì, sul liberty italiano, e che ne costituisce , almeno in parte, un po’ uno sguardo obliquo, su molti dei medesimi artisti, da un punto di vista -cinematograficamente considerando- e da un’angolazione d’inquadratura  maggiormente inquieta (non che là a Forlì si fosse molto tranquilli, peraltro!).

Non facile parlare di questa esposizione dalle molte importantissime presenza, anche solo esemplificative, ricca di languori e stupori di paesaggi quasi incantati, furori, repressi ed esplosi, afrori di fauni, sentori di terra e di acque ferme, tutti elementi evidentemente o in maniera più repressa intrisi di evocazioni ancestrali che agitano le anime a cavallo fra otto e novecento.

Il percorso s’INizia con Bockling ed artisti nordici come italiani, che alle sue isole dell’anima si ispirarono, fra questi Mario De Maria, Mariano Fortuny, Piero Marussig, ognuno con un suo personalissimo percorso. Franz von Stuck e Max Klinger furono responsabili di alcune interessanti prove di un Giorgio de Chirico pre-metafisico. La natura femmminile come madre e dea della terra, non solo donna diavolo come la vedremo più avanti, anche grazie ad Hodler, qui, purtroppo non in una delle suo opere migliori.

Una importante sezione è intitolata: Gente del Nord; volti, riti, comportamenti, sofferenze e vita quotidiana, come LA FIERA DI MORA di Anders Zorn (1892), in un’atmosfera decisamente Strindberghiana, ma anche il PESCATORE DI SKAGEN di Michael Peters Ancher (1892) che con la forza dello sguardo, l’evidenza del pericolo di un lavoro durissimo mi ha riportato a certe opere del coevo Knut Hansum. Oltre a questo anche gli interni gioiosi ed ordinati, i sorrisi aperti, i piccoli episodi di una vita quotidiana serena cui, da secoli, ci ha abituato la pittura nordica.

Più inquieti gli italiani, che maggiormente si lasciano influenzare da una visione della natura più misteriosa e cupa, da nebbie, brume, fiumi gonfi d’acqua, la PIAZZA S.MARCO insolita di Pietro Fragiacomo (1899), come fumosa dopo un temporale, rarefatta e dai colori quasi turneriani, benché non così disfatta nei contorni e nelle forme… Ancora natura di boschi, paludi, campagne, sognate, stravolte, immaginate…

La NOTTE TRASFIGURATA Schonberghiana è del 1899… e siamo lì intorno. Una sala di ritratti notevoli, da Knoppf a Casorati! Si scende poi di un piano, e sembra di scendere alle MADRI goethiane, ma non certo delle Matres Matutae, ma a delle figure femminili dalla nudità prorompente ed anche diabolica, a seconda dei casi… Donne diavolo: IL PECCATO di von Stuck (1908), paniche come in Zorn ed Ettore Tito.

Conclude il bel percorso, una sezione di grafica,decisamente mozzafiato: da Klinger a Munch, da von Stuck a De Maria. Agile ed accurato, il bel catalogo in formato maneggevole, stampato da Marsilio.

 

 

 

 

©emilio campanella 2014
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©gaiaitalia.com 2014
per gentile concessione
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