Emilio Campanella, oltre la Biennale

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Miroslav Kraljevicdi Emilio Campanella

Come ormai si sa, ogni volta che s’inaugura la Biennale Arte, Venezia fiorisce d’iniziative espositive in ogni angolo.

Quest’anno che la Biennale Architettura ha le stesse date e la medesima durata, ed ecco accade lo stesso: tutti propongono qualcosa, generalmente di architettura, ma anche di arte… Talvolta la distinzione è ben difficile in maniera molto stimolante. Proporrò, dunque una sorta di itinerario fra alcune delle esposizioni più interessanti.

Inizierò con Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano: dopo aver salito lo scalone con i magnifici putti simboleggianti i mesi, aver attraversato il sontuoso Salone da Ballo, nella prima sala si notano, contro le pareti, quattro vetrine a diversi ripiani dove sono esposte porcellane della collezione di un nobile veneziano, appassionato che veniva chiamato Conte Cichera a causa di questa sua “perversione”.

LE PORCELLANE DI MARINO NANI MOCENIGO si potranno vedere sino 30 al novembre prossimo, e sono state aperte al pubblico il 14 Giugno scorso. Il bel catalogo, accurato, documentato, pubblicato da SCRIPTA EDIZIONI, oltre a saggi e schede ampie, porta tutta una sezione sulle marche. Ovviamente, ogni pezzo merita di essere visto da vicino, con attenzione, per coglierne la qualità di esecuzione, le forme, le qualità cromatiche, siano esse tazze e piattini, caraffe, piatti, tabacchiere, figurine bianche o colorate, gruppi elegantissimi per forme colori e decorazioni di grande raffinatezza. I pezzi sono della manifattura di Meissen, ma anche la veneziana Pozzi, la manifattura di Vienna con la staordinaria tazzina con piattino decorati con fili d’erba e fiori, di una modernità sorprendente (1817).

Un magnifico cavaliere, sempre della manifattura di Vienna( 1755), s’incontra nella terza sala; sempre là,su di una consolle (mentre il cavaliere è su un tavolo centrale): IL BACIAMANO POLACCO, ancora Meissen (1743).  Da collezionista di porcellana bianca, sono rimasto molto colpito dal gruppo: SILENO ED I SATIRI, Cozzi (marca assente).

Poco più lontano, a Ca’ Foscari si cambia completamente atmosfera, infatti la pittura di Mikhail Roginsky non è certo di quella che lasci indifferenti: ossessiva, ripetitiva, ipnotica, sgranata, sfocata, sofferta, cupa, surreale, struggente, dolorosa….vale certamente una visita. Molto interessante l’allestimento che trasforma completamente lo spazio espositivo, bello quanto difficile, in un grigio labirinto di stanze e stanzette claustrofobiche coerenti con le tele; la firma è di Eugene Asse/asse architets. Il titolo dell’esposizione è: MIKHAIL ROSINSKY, BEYOND RED DOOR, e rimarrà aperta al pubblico sino al 28 settembre.

Risalendo il Canal Grande si arriva a Ca’ Corner della Regina, ora sede delle manifestazioni della Fondazione Prada, ci si può divertire molto visitando: ART OR SOUND (sino al 3 novembre) che si snoda sui due piani nobili dell’edificio in un affollarsi di oggetti misteriosi: strumenti musicali riconoscibili, macchine curiose e provocatorie, irridenti ed inquietanti, ma anche magnifici strumenti”tradizionali”, od anche , a loro modo, modernissimi come l’INTONARUMORI di Luigi Russolo. Cortesi e disponibili, ragazze e ragazzi guardasala, accolgono e coinvolgono il pubblico azionando, o stimolando a farlo, certe macchine veramente infernali che producono clangori e note contrastanti in un’anarchica cacofonia sotto lo sguardo perplesso di affreschi e figure decorative settecentesche, abituate a ben altre armonie! Centotrentasette pezzi, opere, oggetti anche di grandi nomi come Carlo Bugatti, Giacomo Balla, Man Rey, Marcel Duchamp, Maurice Henri, Salvador Dalì, Jonn Cage, Alexander Calder, Jean Tinguely, Tom Wasselman, Robert Rauschenberg, Nam June Paik, Jannis Kounellis, Arman, Rebecca Horn, Maurizio Cattelan, fra gli altri, tutti sotto l’egida di Germano Celant.

Poco lontano l’ultima tappa del nostro itinerario: Ca’ Pesaro, sede dela Galleria Internazionale d’Arte Moderna che in una sala del primo piano nobile, propone una piccola personale del pittore croato Miroslav Kraljevic: UN AUTORITRATTO DI MIROSLAV KRALJEVIC, MODERNISTA CROATO, in collaborazione con la Moderna galerjia di Zagabria. Pittore, si direbbe, molto interessante, ma sfortunato – morto giovanissimo, appena la critica iniziò a notarlo, poco dopo la conclusione dei suoi studi.

Le opere esposte vanno dal 1906 al 1912, e con una concentrazione sull’ultimo anno; olii, disegni, acquarelli chine. Ottimo il piccolo catalogo trilingue edito dalla Fondazione Musei Civici Veneziani Al secondo piano nobile, una nuova ricognizione intorno alla Collezione Sonnanbend.

 

 

 

 

 

 

 

 

(17 giugno 2014)

 

 

 

 

 

 

 

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