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#Vistipervoi Roma Fringe Festival, che a un critico allergico alla puntura di api e vespe piacciano i “Calabroni” è ridicolo, ma tant’è…

Roma Fringe Festival - Calabronidi E.T. twitter@iiiiiTiiiii

Siamo allergici alla puntura di api e vespe, poco tempo ci rimarrebbe nel caso che, così immaginerete la nostra difficoltà nell’affrontare uno spettacolo intitolato “Calabroni”, che uno dice non si sa mai, della Compagnia Readarto.

Silvia, Kevin e Jacopo sono tre agenti di servizio ad un posto di blocco verso il quale non arrivano ordini, sono spaesati, sono divertiti, sono sconvolti, sono stressati, sono alle prese con qualcosa di più grande di loro.

Sono preda della paura che è madre, con la supponenza, di tutti i casini. E loro non sfuggono alla regola.

Così come non possono sfuggire al mandato che è stato loro affidato, che non si capisce quale sia, come spesso succede nella realtà, e riversano l’uno sull’altra le loro frustrazioni, sensi di colpa, difficoltà, mariti alcoolizzati, problemi di deambulazione, insomma uno spaccato di società cui la rappresentazione – per quanto demenziale – di una missione delle forze dell’ordine non può sfuggire.

Non scendiamo in particolari sullo spettacolo che secondo noi va visto.

Ci hanno piacevolmente colpito la bravura degli attori, il loro affiatamento, la regia essenziale e precisa. Il sincronismo degli attori.

Non ci ha convinto invece il finale, un po’ banalotto chiuso tra la soluzione più facile e la paura di non trovarla. La soluzione. Ed alcune volgarità gridate troppo gratuitamente. Dire “cazzo” trenta volte in uno spettacolo non lo rende più interessante. E non è moralismo.

Au contraire.

Per finire la paura rappresentata dai calabroni avrebbe potutoe ssere utilizzata in modo leggermente più buñueliano offrendo al lavoro una pregnanza politica più forte. Ma sono dettagli. Ci siam proprio divertiti.

E’ poi il momento del Teatro Danza: godo al pensiero, dato che amo profondamente questa disciplina teatrale. Lo spettacolo si chiama i 7 peccati capitali, e rimango deluso: nessuna tensione in scena, non è teatro, non è danza, non c’è drammaturgia, non c’è tensione in scena, ma c’è voglia di fare e di sperimentare e la compagnia potrà crescere.

Il Roma Fringe Festival serve anche alle compagnie per sperimentarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(12 giugno 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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