Venezia, Festa di Primavera in Casa Cini

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Venezia Palazzo Cini 00di Emilio Campanella

Fino al 15 Novembre, Palazzo Cini a Venezia riapre i battenti ed offre al pubblico le sue collezioni preziose di dipinti ed oggetti, quest’anno ampliate e con la novità del restauro del secondo piano.

Alle opere note ed amate, si aggiunge una tempera su tavola di Stefano di Giovanni, detto il Sassetta: SAN GIOVANNI EVANGELISTA; un bel RITRATTO DI GENTILUOMO, di scuola di Girolamo Romani, detto il Romanino, maioliche, argenti ed un astuccio forse appartenuto a Borso d’Este, probabilmente un portadocumenti; il grande possente tavolo d’ispirazione sansovinesca su cui sono posti alcuni di questi oggetti è tornato a palazzo ma al piano inferiore. L’ospite a palazzo di questo primo periodo è un ERCOLE di Francesco Segala, un bronzo patinato cinquecentesco proveniente dai Musei Civici padovani, in cambio della MADONNA CON BAMBINO di Giovanni De’Fondulis, in prestito per la mostra dedicata all’influenza di Donatello, di cui parlai precedentemente. Al secondo piano, dunque, due belle TESTE DI FANTASIA di Giandomenico e Lorenzo Tiepolo poste ai lati di un magnifico mobile intagliato sansoviniano; nelle altre sale destinate alle esposizioni temporanee: CESARE SPALLETTI, mostra aperta sino al 23 Agosto.

Il percorso, la scelta delle opere, le suggestioni, l’allestimento, in collaborazione con il Direttore dell’Istituto d’Arte della Fondazione e curatore, Luca Massimo Barbero, tutto è ispirato al luogo, alle collezioni, all’atmosfera lasciata da Vittorio Cini, grande, colto collezionista evocato dalle opere esposte al piano inferiore. Nel candore delle pareti, sotto le luci soffuse i lavori di Spalletti, dalle linee pure, dai colori sfumati, le forme semplici ed evocative. La disposizione è accuratissima nel creare giochi prospettici che paiono casuali, contrasti cromatici discreti, silenti intimità di forme e materiali anche ricercati.

Frattanto, nell’isola di San Giorgio, altre due occasioni di visita, in attesa dei prossimi appuntamenti di Maggio: già si può visitare la suggestiva installazione creata da Luca Massimo Barbero componendo una storia corale con sculture della polacca Magdalena Abakanowicz. il lavoro s’intitola: CROWL AND INDIVIDUAL e sarà aperto al pubblico sino al 2 Agosto.

La folla in cammino, che ci fronteggia quando entriamo, e che nella penombra cui piano piano ci si abitua, sembra veramente una moltitudine che ci venga incontro. Sono 110 figure più o meno a grandezza naturale, di grande intensità, alcune fortemente e drammaticamente frammentarie, le luci perfette della grande sala ci permettono di entrare fra le file di questi “camminanti”, che visti da dietro sono vuoti involucri (il materiale è la juta), ma protesi in avanti da una grande interiore forza propulsiva…anime in cammino, anime in pena, ma un coro compatto. Qualcuno ha fatto il nome di Pellizza da Volpedo, come riferimento, io faccio un salto e penso alla Emma Dante delle Sorelle Macaluso appena viste…”tutto si tiene”, come si sa, e le suggestioni, le atmosfere, il sentire è comune fra le persone di grande sensibilità…

Rritornando sul sagrato della basilica e prendendo a destra, si percorre la riva lungo il molo e si arriva alle “Stanze del Vetro” che propongono, questa volta, ed ancora sino al 2 agosto, IL VETRO FINLANDESE NELLA COLLEZIONE BISCHOFBERGER. Si tratta di oltre trecento pezzi di famosissimi designers finlandesi, e di forme molto note e pubblicate che vanno dagli anni trenta alla fine degli anni sessanta del novecento, firmati da grandi notissimi nomi come: Aino ed Alvar Aalto, Arttu Brummer, Kaj Franck, Goran Hongell, Gunnel Nyman, Timo Sarpaeva, Oiva Toikka, Tapio Wirkkala, esposti con la consueta attenzione, il gusto e l’illuminazione accurata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(28 aprile 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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