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Alla Festa del Cinema (sezione Alice) “4 Re”: un film splendido per una adolescenza splendida

548382di Alessandro Paesano    twitter@Ale_Paesano

 

 

 

 

4 könige [tl. 4 Re] (Germania, 20015) di Theresa von Eltz, in concorso nella sezione autonoma e collaterale di Alice nella città, è una sorprendente opera prima, ancora inedita in patria (verrà distribuita il prossimo 19 novembre) nella quale la regista tedesca riesce a costruire un film di genere riuscendo a presentare dei personaggi veri e una storia credibile e concreta.

Se all’inizio ognuna delle caratterizzazioni dei quattro personaggi si serve di una tavolozza conosciuta la diciassettenne Lara fa dei falli di cartoncino come decorazione natalizia, il sedicenne Alex ha paura di tutto e di tutti, anche del diciassettenne Timo violento e fisicamente prestante; mentre Alex di 16 anni parla poco, presto il film sa capovolgere questi topoi per restituire un vissuto realistico.

Un vissuto nel quale il natale usato come lente di ingrandimento psicologica dallo psichiatra che li tiene in osservazione è usato dai ragazzi e dalle ragazze con le persone adulte del centro, dottori e infermiere, in uno scambio vero che dice molto più di quanto apparentemente non sembra.

Così la dottoressa cattiva, quella che non vuole il violento Timo nel suo centro, in realtà è una donna sola e senza affetti familiari; una inserviente organizza un natale di accoglienza per tutti gli amici e amiche che altrimenti sarebbero tristi e sole… Ancora i segni di percosse che notiamo gravissimi sul corpo di Timo quando, in preda al panico lascia la doccia completamente nudo, altrimenti mai raccontati durante il film, e il rapporto individuale dei quattro coi rispettivi genitori che mostrando la crudele superficialità delle persone adulte che, incapaci di gestire la propria frustrazione, la riversano sulla prole, ignara che può (deve?) sottrarsi a uno stillicidio emotivo venefico e umiliante.

Senza scene madri e senza lieto fine (Timo alla fine viene cacciato dal centro…) 4 könige ci ricorda come non bisogna vergognarsi di avere dei genitori pessimi e che anche se li amiamo dobbiamo imparare a liberarcene prima che ci inducano a liberarci delle nostre vite.

Grandissimi gli e le interpreti che sanno dare carne e sangue ai personaggi di una storia intensa, matura, profonda, mai banale.

In odore del premio Taodue per la migliore opera prima.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(17 ottobre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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