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Rendez Vouz 2017 #vistipervoi da Alessandro Paesano: “L’Avenir”

di Alessandro Paesano  twitter@Ale_Paesano

 

 

 

 

L’avenir (t.l. L’avvenire) (Francia/Germania, 2016) di Mia Hansen-Løve è un film dal vasto respiro quasi da romanzo che descrive con scene importanti anche se tutt’altro che madri la vita di Nathalie, professoressa di filosofia al liceo, in una periodo che segna molti cambiamenti nella sua vita.

La morte della madre ipocondriaca che Nathalie, figlia unica, è costretta a mettere in casa di cura (e la donna muore appena vi arriva); il divorzio repentino dal marito, dietro pressione del figlio e della figlia che, scoperta la relazione del padre, gli impongono di scegliere, e l’uomo non se lo fa ripetere due volte; le vicissitudini professionali nella casa editrice presso la quale cura una collana di libri oltre che una antologia per le scuole, che le dà il benservito a causa di esigenze di marketing, e la sua relazione amicale con uno dei suoi allievi la cui stima reciproca è incrinata da differenze politiche.
Una catena di eventi che devasterebbero chiunque ma non Nathalie che riesce a rimanere viva e a trasformare in occasione di rinnovo e libertà le perdite subite in una vita ormai troppo uguale a se stessa, troppo prevedibile e impostata.

Il titolo del film si rifà a quel curiosità che si trasforma in paura che abbiamo per l’avvenire nel quale adolescenzialmente proiettiamo noi stesse noi stessi dimenticandoci che l’unico momento vivibile è il presente del qui e ora.

 

Isabelle Huppert ci regala un’altro dei suoi personaggi meravigliosamente interpretati e anche il resto del cast dà al film quella spontaneità e quella corposità che sol il cinema francese sa dare.

Il film uscirà in Italia per la Satine Film con il titolo Le cose che verranno.

Di Mia Hansen-Løve, alla quale il festival dedica un Focus, in Italia sono giunti due dei 4 film precedenti, Il padre dei miei figli (Francia/Germania, 2009) e Un amore

di gioventù (Francia/Germania, 2011). Eden (Francia/Germania, 2014), fu presentato all’allora Festival del film di Roma del 2014, di cui abbiamo avuto occasione di parlare.

Lo stile di Hansen-Løve è caratterizzato da una cinepresa fredda, naturalistica, che si schiera poco coi suoi personaggi e che riflette la morale di una narratrice che, pur dichiarandosi non credente, ripone fiducia nella solidità di certi caratteri umani più che nelle relazioni umane un modo di vedere il mondo squisitamente protestante.

Una cifra stilistica che non sempre convince ma che la rende senz’altro un’autrice interessante nell’attuale panorama cinematografico francese.

 

 

 

(8 aprile 2017)

 




 

 

 

 

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