di G.G.
Il cavalierissimo ex-cavaliere si è finalmente accorto che in Ucraina c’è la guerra, una guerra barbara, medievale, orribile, inutile e sanguinaria scatenata dal suo vecchio amico di vetusti trascorsi Vladimir Putin. Lo scrive Repubblica. Si è guardato bene dal pronunciarne il nome, di Putin, perché non si sa mai.
“La città invisibile” di Guglielmo Peralta: abitare il linguaggio
di Fabio Galli Entrando nelle pagine di “La città invisibile” di Guglielmo Peralta, in cui il lettore comprende... →
Berlusconi ha parlato nella nuova veste di vecchio saggio [sic] della politica che si è inventato, parlando telefonicamente alla costituente di “Verde è popolare” di Gianfranco Rotondi, di “un duplice dovere” nei confronti della guerra in Ucraina: “Lavorare per la pace e fare la nostra parte con la Nato, l’Occidente e l’Europa per porre fine a un’aggressione militare davvero inaccettabile”.
Ha poi ribadito il “sostegno al Governo Draghi” ed è passato a raccontare di scazzottate coi comunisti nel 1948, quando aveva 12 anni (Berlusconi è nato nel 1936), o meglio di botte prese dai comunisti perché “stava attaccando manifesti della DC di De Gasperi. E c’è da dubitare che nel 1948, con l’aria che c’era in giro, la famiglia Berlusconi permettesse al fanciullo d’oro di scazzottarsi coi comunisti. E’ che toccava, nel senso di “era necessario”, dopo alcune parole di serietà da saggio della politica, ritornare al teatrino della politica ridanciano e irripetibile del quale è maestro. Metti che qualcuno gli avesse chiesto conto della sua amicizia con Putin, sai che imbarazzo?
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(2 aprile 2022)
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