di Redazione Roma
Si informavano su organi di stampa, agenzie giornalistiche e su emittente organiche all’Isi o direttamente affiliate al sedicente stato islamico, con tanto di file multimediali per l’addestramento, tecniche di combattimento e auto-addestramento jihadista; si istruivano sulla nascita del sedicente califfato. Tutto questo nel dark-web.
“La città invisibile” di Guglielmo Peralta: abitare il linguaggio
di Fabio Galli Entrando nelle pagine di “La città invisibile” di Guglielmo Peralta, in cui il lettore comprende... →
I Carabinieri del Ros hanno perquisito ventinove persone in tutta Italia su disposizione della Procura di Roma (gruppo di reati contro il terrorismo), e rinvenuto materiale informatico in grado di garantire accessi al dark web connessioni alle pagine virtuali della propaganda del Daesh. Lo scrive il Corriere nella cronaca di Roma.
Secondo gli investigatori, scrive ancora il Corriere, i ventinove erano attratti dai messaggi terroristici diffusi sul dark web di assoluta e totale dedizione ai contenuti jihaedisti: sono cittadini italiani, alcuni insospettabili, per i quali è scattata la serissima accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale. Le indagini hanno interessato le città di Roma, Milano, Torino, Ancona, Bergamo e ha avuto inizio oltre un anno fa.
A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
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(28 maggio 2022)
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