di Giovanna Di Rosa
Scontro all’insegna della vaghezza e dell’idealismo del nulla all’allegra sagra televisiva del martedì sera su La 7 (Floris si erge come gigante di fronte alla mediocrità dei suoi ospiti) che ha visto protagonisti Sallusti e Di Battista che messi insieme fanno scintille. Mentre Sallusti fa il Sallusti il Di Battista cerca con disperazione da raccapriccio di uscire disperatamente dal Di Battista.
È morto David Hockney e con lui la rivoluzione della normalità
di Fabio Galli Alcuni artisti cambiano il linguaggio dell'arte e artisti che cambiano il modo in cui una... →
Il Che Guevara de voantri che sta alla politica come Jovanotti sta all’ambientalismo sincero e alla cultura, si è lanciato in un monologo da liceale al secondo anno sui giovani che muoiono in Ucraina, sugli adolescenti mandati in guerra da Putin, riuscendo a mischiare la necessità di difendersi degli Ucraini, gli attacchi di Putin e le armi inviate dall’Occidente senza dire nulla di sensato, rendendo così note le niente affatto misteriose ragioni che hanno fatto decidere a Conte di non candidarlo.
Sallusti, proprio l’inascoltabile e inguardabile Sallusti, è riuscito ad affondarlo con una semplice domanda: “Perché lei odia gli Ucraini” alla quale Di Battista, che oltre che professore di politica, geopolitica ed economia ha anche grande padronanza di sé, ha risposto con “Questa è una scemenza” unica espressione sensata in un profluvio di affermazioni da liceale al secondo anno.
Quasi quasi è meglio l’ambientalismo da spiaggia, chiappe al vento e giovanilismo da ultracinquantenne, di Jovanotti.
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(5 ottobre 2022)
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