di Giovanna Di Rosa
Scontro all’insegna della vaghezza e dell’idealismo del nulla all’allegra sagra televisiva del martedì sera su La 7 (Floris si erge come gigante di fronte alla mediocrità dei suoi ospiti) che ha visto protagonisti Sallusti e Di Battista che messi insieme fanno scintille. Mentre Sallusti fa il Sallusti il Di Battista cerca con disperazione da raccapriccio di uscire disperatamente dal Di Battista.
“La città invisibile” di Guglielmo Peralta: abitare il linguaggio
di Fabio Galli Entrando nelle pagine di “La città invisibile” di Guglielmo Peralta, in cui il lettore comprende... →
Il Che Guevara de voantri che sta alla politica come Jovanotti sta all’ambientalismo sincero e alla cultura, si è lanciato in un monologo da liceale al secondo anno sui giovani che muoiono in Ucraina, sugli adolescenti mandati in guerra da Putin, riuscendo a mischiare la necessità di difendersi degli Ucraini, gli attacchi di Putin e le armi inviate dall’Occidente senza dire nulla di sensato, rendendo così note le niente affatto misteriose ragioni che hanno fatto decidere a Conte di non candidarlo.
Sallusti, proprio l’inascoltabile e inguardabile Sallusti, è riuscito ad affondarlo con una semplice domanda: “Perché lei odia gli Ucraini” alla quale Di Battista, che oltre che professore di politica, geopolitica ed economia ha anche grande padronanza di sé, ha risposto con “Questa è una scemenza” unica espressione sensata in un profluvio di affermazioni da liceale al secondo anno.
Quasi quasi è meglio l’ambientalismo da spiaggia, chiappe al vento e giovanilismo da ultracinquantenne, di Jovanotti.
A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la mostra Max... →
(5 ottobre 2022)
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