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L’autoerotismo come fuga dalla realtà?

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di Giuseppe Sciarra

Il covid ci ha cambiato – tra norme di distanziamento e paranoie. Non facciamo di certo la scoperta dell’acqua calda nel fare questa affermazione. Ci siamo maggiormente disabituati alla socialità e al confronto, attaccandoci con morbosità ai social network e diventando più egoisti e disillusi da un mondo sempre più difficile: una realtà incentrata sull’apparenza e sull’avere vissuti in maniera patologica spingono a continui confronti con gli altri e a sentirsi di conseguenza sempre sconfitti, oppure peggio, pericolosamente vincenti, e quindi insopportabilmente egoriferitii; insomma una brutta faccenda, soprattutto per chi ha che fare con questo tipo di bestiario particolarmente diffuso nei paesi del terzo mondo occidentale.

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La realtà di oggi è poco entusiasmante – e per molti anche poco interessante – e la pandemia costringendoci a stare in casa ha cambiato parecchio le carte in tavola del nostro modo di viverci un mondo esterno (di per sé mostruoso ma forse molto meno di quello virtuale e dei social, dipende dai punti di vista). Alcuni di noi, sono diventati una specie di hikikomori: incapaci di comunicare, sfiduciati dai rapporti umani e da una società disumanizzata dove tra crisi economica e mancanza di lavoro ci si rifugia sempre più in una realtà parallela chiamata web che permette di celarsi e dove possiamo fingere di essere tutto l’impossibile che il capitalismo vorrebbe che fossimo e che non saremo mai.

Sono molte le conseguenze di questo isolamento dal mondo che si sono radicalizzate durante la pandemia, tra le tante c’è la masturbazione ossessiva e psicosomatica: un’alternativa ai rapporti sessuali dove il partner non è contemplato, poiché inutile, ingombrante, scomodo, in quanto ci mette davanti all’unica realtà possibile del XXI secolo, quella realtà che della realtà non vuole saperne più nulla, preferendo crearla con l’immaginazione o magari con l’aiuto dei video porno su pornhub o xvideos – il numero di utenti su queste piattaforme con l’avvento e la fine del corona virus è esponenzialmente aumentato.

Masturbarsi incessantemente oggi significa fare a meno di un’altra persona per non viversi le aspettative e le angosce che un altro essere umano può riversarci addosso alimentando l’illusione di essere vivi col virtuale. Due anni di lockdown hanno minato il nostro stato psichico portandoci a essere più instabili sul piano emotivo e mentale, più arrabbiati, più aggressivi e maggiormente incapaci di instaurare relazioni sane e equilibrate che spesso sfociano nella violenza. Ormai sappiamo solo parlarci addosso e pretendere che gli altri ci amino a priori. I social e le applicazioni per incontri propinano modelli insani e irraggiungibili che provocano frustrazione e paura. Siamo dei prodotti e non più degli esseri umani, giudicati per il proprio valore sul mercato della vendita dei dati personali e null’altro.

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Il sesso dunque diventa un banco d’esame che porta tossicità e malessere a cui si preferisce l’autoerotismo che rientra nelle dinamiche di alienazione che un’intera società occidentale sta vivendo per non soccombere ( e a cui in verità sta comunque soccombendo per incapacità di vivere).
(22 aprile 2024)

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