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70ª Mostra del Cinema di Venezia, le cronache di Emilio Campanella: Emma Dante

Venezia 70 - 02 Emma Dantedi Emilio Campanella

FACCIA A FACCIA NEL VICOLO VIA CASTELLANA BANDIERA, in concorso per VENEZIA 70 è l’opera prima della regista teatrale Emma Dante, tratto dal suo testo, a detta della stessa autrice, più adatto per lo schermo, che non per la scena.

Due donne percorrono le strade caotiche di una Palermo estiva fino ad arrivare ad una stradina, quella del titolo, dove si troveranno di fronte un’altra automobile, nessuna delle due guidatrici cederà il passo e la situazione rimarrà bloccata per molte ore… Se in un’auto ci sono due donne amanti in un momento difficile del loro rapporto: la stessa regista ed Alba Rohrwacher,  e nell’altra tutta una numerosa famiglia ed al volante l’anziana cocciuta Samira, sfortunata donna albanese, suocera del capo famiglia, la cui figlia è morta giovane di tumore, la scommessa è tenere alta la tensione e l’interesse per tutti i novanta minuti di durata.

Scommessa ampiamente vinta dato che questo primo film di Emma Dante è notevole. Si ritrova il rigore del suo teatro, non ci sono concessioni, dispersioni, tutto è motivato, certo può non piacere, si può non condividere, ma è impossibile affermare che non sia motivato, drammaturgicamente, dal punto di vista della sceneggiatura, del montaggio, della fotografia.

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Dico ora che Samira, che pronuncia pochissime parole ed esprime ogni cosa con gli occhi e le espressioni del volto, è interpretata da Elena Cotta, storica attrice della Compagnia dei Giovani dagli albori ed attualmente direttrice del teatro Manzoni di Roma.

Ci sono molti oggetti in questo film, ricordo del pane perso, sperso, sparso: un cumulo crollato sull’asfalto da un camion. Molti animali, come i cani che Samira nutre al cimitero, ma a anche capre ed asini, scene teatralissime e cinematograficamente perfette ad un tempo: un trionfante, ampio reggiseno rosso steso; ghiaccio gettato sul tetto dell’auto rovente con il sottofondo di bambini urlanti.

Le ore passano, le luci cambiano, e si arriva ad un duello fisiologico fra le due caparbie fino alla morte. Il rifiuto del cibo, mentre intanto si scommette su di loro, dopo una rissa anche sanguinosa, in un alternarsi di calma apparente e tesa, ed esplosioni di vitalità.

Ci rendiamo conto che una delle protagoniste raccontando alla sua amica come conoscesse questo vicolo sin dall’infanzia dia anche la chiave di volta di questa metafora e di come questi sia ora cambiato, fra due file di quasi favelas… Poi il vicolo verso la fine cambia, lo spazio è molto più ampio e permetterebbe manovre agevoli, ma tant’è le due auto rimangono muso contro muso.

Sul finale, la strada ormai sgombra, tutti corrono a vedere che cosa sia accaduto dell’auto di Samira mentre su una bellissima canzone dei Fratelli Mancuso scorrono i titoli di coda.

Emma Dante ha molto provato con la sua Compagnia Sud Costa Occidentale, prima delle settimane di lavorazione. Una Palermo molto sua, questa, che attrae e respinge.

 

 

 

 

©emilio campanella 2013
per gentile concessione
©gaiaitalia.com 2013
tutti i diritti riservati
riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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