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Festival Internazionale del Film di Roma, depressione turca con Tayfun Pirselimoglu

Festival Roma 2013 - 01 Logodal nostro inviato Alessandro Paesano  twitter@ale_paesano

Film claustrofobico ed eccessivamente prolisso (129 minuti non tutti necessari) Ben o değilim (tl. Non sono lui) (Turchia, Francia, Germania, Grecia, 2013) di Tayfun Pirselimoglu, in concorso nella selezione ufficiale,  si interroga sull’appropriazione dell’identità altrui. Alessandro Paesano 00

Dice il regista: L’appropriazione dell’identità altrui è da sempre un dilemma filosofico. (…) Chi desidera essere un altro? Perché? Come? (…) Essere “l’altro” significa, di fatto, essere sull’orlo del precipizio. Il cambiamento d’identità non riguarda soltanto la volontà di una persona ma, paradossalmente, il destino stesso dell’”altro”: una faccenda molto articolata.  (…) Tutte queste domande fanno parte da sempre del mio retroterra: le ho affrontate nei miei romanzi e in questo film emergono in maniera del tutto accidentale.

Una donna perde il marito condannato a 10 anni di carcere e cerca di ripristinarlo invitando a casa un altro uomo che gli somiglia come una goccia d’acqua. La relazione tra i due finisce bruscamente quando la donna muore affogata. L’uomo incontra una sosia della donna che fa la prostituta e adesso è lui che vuole ripristinare lei…  Questa lettura del film che proponiamo è parziale, il film essendo non tanto complesso quanto indeciso verso quale versante approdare, verso quale linea narrativa muoversi. L’accidentalità delle vicende che coinvolgono i personaggi è il più grande limite del film che alla fine rimane velleitario e pletorico senza riuscire ad aggiungere tasselli a un discorso che ripete stancamente nella stessa incerta indeterminatezza.

Festival Cinema Roma 2013 -04 Ben O DegilimSolo narratori di ben altra caratura (pensiamo a un Ruiz per esempio) sarebbero stati in grado di dare a questo assunto filosofico il giusto spessore narrativo e magari un finale più soddisfacente.  Ben o değilim lo si può trovare dunque solo interessante ma può anche essere grandemente detestato (non ultimo per la centralità dei personaggi maschili che dopo un po’ diventa asfittica).

Un film perfetto per un festival ma che difficilmente può approdare in sala così com’è.

 

 

 

 

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