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Venezia, “E’ scherzo od è follia, siffatta… Fantasia”… di Emilio Campanella

Canaletto Canal Grandedi Emilio Campanella

Parafrasando Antonio Somma nel suo libretto de IL BALLO IN MASCHERA per Giuseppe Verdi, potremmo introdurre un tentativo di discorso intorno a GERO QUA, manifestazione/mostra/evento al cui centro campeggia una tela di Antonio Canal, CANALETTO (L’ENTRATA DEL CANAL GRANDE, DALLA BASILICA DELLA SALUTE, 1740-1745, collezione privata) nell’ex convento di S.Gragorio, ad un passo dalla Basilica della Salute di Venezia.

Si potrebbe chiosare, anche, sempre in lingua veneziana: gèro qua, ma no ghé gèro! Questo per precisare che il pittore, ovviamente, non dipinse qui le sue tre versioni del dipinto, siccome ben si sa come lavorasse nella tranquillità del suo studio, sulla base di schizzi ed appunti di grandissima precisione, raccolti su quaderni preziosi, uno dei quali, illuminante, fu esposto a Palazzo Grimani nel 2012, per questo si consiglia l’edizione , ristampa anastatica, catalogo, edita da Marsilio.

Se da una parte l’occcasione è curiosa e riveste un qualche spunto di interesse, non escluso l’accurato restauro del complesso – infatti la tela posta nella sala d’angolo famosissima che dà sul campo e se ne può ritrovare l’esatto punto di coincidenza nella veduta attuale – per altri versi la modalità e l’edonistica glamourous rilevanza che ne viene data ne abbassa di molto la anche solo apparente portata culturale.

Esposizione per soli cinquanta giorni, per visitatori solitari, ad un prezzo molto elevato; per ricchi “dandies culturali” in visione particolare solitaria e solipsistica, un poco onanistica, mi si lasci dire, e certo per ospiti di hotels a molte stelle, dopo cene in ristoranti scicchissimi, a concludere una serata “perfetta” in dono per amanti più o meno occasionali in un luogo “magico”, un’atmosfera “da sogno”, con i”preziosi” riflessi di una Venezia notturna per pochi, l’edificio a propria disposizione, con il personale ai propri piedi…

Fantastico! Ma la cultura sta altrove, e queste sciocchezze elegantemente confezionate contribuiscono al degrado della città!

 

 

 

 

 

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