John Ridley, narratore di minoranze nere, premio Oscar per “12 Anni Schiavo”, come miglior sceneggiatura, racconta una delle storie meno conosciute e rappresentate della musica nera americana.
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Il film “Jimi, all is by my side” racconta un’anno della vita del grande Hendrix dai sottoscala di Harlem (1966), al trionfo del raduno di Monterey (giugno 1967). Con onestà quasi maniacale Ridley presenta la vita di un nero newyorkese con scarsa cultura, ma profondamente raffinato nell’anima che trasforma la sua sensibilità in parole quando magistralmente fa cantare la sua chitarra, esprimendo così quelle parole che non riesce a dire.
Jimi non parla, balbetta, si vergogna della sua voce. Ha voglia di amare. Ed è proprio una donna, Linda Keith, a cui Jimi deve la sua prima chitarra e la spinta ad esporsi.
Ridley racconta u’n’Hendrix diverso nel suo nascere, nella perfezione dei particolari, con onestà e purezza, nella cesellatura dei dialoghi. E’ un dipinto su un’epoca in cui talento, arte e musica erano ovunque e dove le mani lunghe e nervose del timido Hendrix, cambiano la storia della musica.
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(23 settembre 2014)
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