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Torino, i Talebani comunali che gridano al vilipendio alla religione di Stato [sic]

Torino Mostra LGBT Smalldi Alessandro Paesano  twitter@Ale_Paesano

Una manifestazione giunta al suo settimo anno, l’internazionale d’arte LGBTE, nata come internazionale d’arte con artisti lgbt e opere afferenti a quell’area tematica, e dalla terza edizione divenuta lgbte, dove la e di etero trasforma l’acronimo in La Grande Battaglia Trova Esito, è in queste ore al centro di una polemica a causa della locandina che riproduce uno dei sette scatti del fotografo Mauro Pinotti dedicato a uno dei sette vizi capitali, tema di questa edizione della manifestazione che si svolgerà a Torino, la superbia, nel quale una donna obesa e nuda, poggia un piede che calza scarpe bianche con tacco su un poster raffigurante alcune icone sacre dell’arte cristiana.

L’assessore comunale alla Cultura Maurizio Braccialarghe ritenendo la locandina lesiva della sensibilità di molti ha proposto alla giunta il ritiro del patrocinio (morale cioè senza soldi) che è stata ritirata all’unanimità.

Senza entrare nel merito estetico della locandina, che ognuno può giudicare bella o brutta come preferisce senza che questo giudizio possa pesare sull’opportunità o meno di dare e revocare un patrocinio, è vergognoso che un comune revochi un patrocinio concesso in base al contenuto di una locandina la lettura superficiale della quale la dice lunga sulla strumentalizzazione di questa revoca.

Il piede della donna poggia su un poster e non su delle icone concrete.
Non si dileggia una delle immagini sacre ma un poster di immagini sacre.
Quel gesto viene considerato segno evidente di superbia implicando se non la sua negatività il rispetto e il valore riconosciuto alle icone riprodotte nel poster.

L’obesità e la nudità della donna non hanno alcun riferimento alle questioni lgbt quanto allo sfruttamento del nudo femminile nella comunicazione commerciale occidentale, qui capovolte in una modella obesa e con evidenti inestetismi sul proprio corpo.

Per Maurizio Marrone però, capogruppo di Fratelli d’Italia, basta l’acronimo LGBTE, del quale ignora il vero significato, per parlare di lobby gay che avrebbero una licenza di offendere la sensibilità altrui (…), soprattutto quella cristiana in un momento storico di feroci e cruente persecuzioni subite per la fede in quelle immagini sacre così oltraggiate dalla cosiddetta arte lgbt.Torino Mostra LGBT

Marrone è in buona compagnia, Giuseppe Sbriglio, consigliere di maggioranza, afferma che il poster vilipende il sentimento religioso.

Per inciso l’articolo 402 del codice penale (vilipendio della religione di Stato) è stato dichiarato incostituzionale nel 2000.
Ricordiamo comunque a chiunque trovi offensivo quel poster le parole di Giuliano Amato che, a proposito del tentativo di vietare il World Pride del 2000 a Roma nell’anno del Giubileo Straordinario, disse purtroppo c’è la Costituzione.

Una sensibilità superficiale e strumentale che senza saper leggere criticamente il poster rimanendo a una lettura di superficie, è una sensibilità talebana che pretende che certi argomenti non possano nemmeno essere posti in questione.
La Costituzione pare sia ancora in vigore.
Non per la giunta comunale di Torino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(4 settembre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©alessandro paesano 2014
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