di G. T.
Giuseppe Genna e la lunga attesa di Lopez
di Fabio Galli Alcuni personaggi continuano a vivere anche quando smettono di apparire. Restano in una sorta di... →
È morto David Hockney e con lui la rivoluzione della normalità
di Fabio Galli Alcuni artisti cambiano il linguaggio dell'arte e artisti che cambiano il modo in cui una... →
“Genesi”, la mostra fotografica di Sebastião Salgado che a Genova affronta la consapevolezza di avere perso la fragilità, il senso della bellezza e, con queste immagini, vuole mostrare l’origine, l’inizio, la Genesi.
La Genesi dove tutto era perfetto, bellezza pura, silenzio, pace; gli elementi dell’origine; l’acqua, il fuoco, l’aria, la terra che, combinandosi, danno origine alla vita, ai simboli, quelli che la natura, gli animali usano per comunicare.
Salgado dopo avere fotografato uomini, animali, decide di partire per vedere il pianeta. E parte: Amazzonia, Congo, Antartide, Alaska, Nuova Guinea. E fotografa: come solo lui sa fare. Ben 200 fotografie, di varie dimensioni, in bianco e nero. Contrasti, sfumature, contorni “non”contorni che ammorbidiscono i profili, particolariche divengono protagonisti, perfezione tipica degli animali e mai dell’uomo.
Le linee del cielo, dell’orizzonte, si confondono con i contorni degli essere viventi ritratti, la durezza delle rocce modellate dal vento, e le linee delle sabbie del deserto che si plasmano al vento.
Un viaggio anche antropologico che mostra come il volto di un primitivo possa diventare maschera rituale. Un viaggio nelle coscienze di chi si chiede se sia giusto continuare a violentare un pianeta ormai al collasso, di chi si chiede cosa sia rimasto della bellezza, della saggezza, della vita di un pianeta meraviglioso.
La mostra al Palazzo Ducale di Genova apre il 28 febbraio e chiude i battenti il 26 giugno.
(27 febbraio 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata
