di G.G.
“Prima li interrogate, poi li uccidete” è questa la frase scioccante, e ripugnante, emersa dalle intercettazioni che i servizi segreti tedeschi hanno fatto delle conversazioni tra i vertici dell’esercito russo e i soldati impiegati nell’occupazione della città ucraina di Bucha e rese note da tutta la stampa internazionale, non quella sottoposta alla censura di Putin.
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Lo ha reso noto per primo il prestigioso quotidiano tedesco Der Spiegel, secondo il quale la strage di civili emersa negli scorsi giorni sarebbe stata non solo premeditata, ma farebbe parte di un piano di sterminio più articolato con l’obiettivo di seminare il terrore tra la popolazione civile per aumentare la probabilità di una resa dell’Ucraina che resiste con una coraggio che ha spiazzato non soltanto i soldati russi, mma anche il Cremlino.
Se le conversazioni fossero confermate e avessero come oggetto proprio le vittime di Bucha farebbero crollare il castello di carta della propaganda alle posizioni negazioniste del Cremlino.
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(7 aprile 2022)
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