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Genova, l’Anti-Urlo di Munch

Edward Munchdi Emilio Campanella

Negli appartamenti dogali del Palazzo Ducale genovese, fino al 27 Aprile 2014 la mostra: EDVARD MUNCH, curata da Marc Restelli che in una trasmissione radiofonica di presentazione dell’esposizione difese a spada tratta la sua scelta di non comprendere il celeberrimo dipinto nel percorso organizzato e diviso in numerose sezioni, rappresentato nella maggioranza da opere grafiche che riportano anche diverse versioni dei medesimi temi, come nello stile di scavo ed approfondimento di questo pittore coerentissimo nella propria ricerca formale e stilistica perseguita sino al 1944, anno della morte.

Il mondo nordico, la cupezza dei rapporti sociali, le difficoltà famigliari, i contrasti di carattere, il dolore, le malattie, la morte. Un mondo così vicino a quello di Strindberg, sul versante della scrittura.

Amo molto questo pittore, che mi ha sempre profondamente emozionato e commosso per la sofferenza interiore, la durezza delle atmosfere rese talvolta con pochi tratti quasi ipnotici, per il suo rapposto con l’inconoscibile, quasi su una soglia…

Quali che siano le scelte curatoriali, anche in una mostra piccina come quella proposta dalla Biennale di Venezia alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia sino al mese scorso, si esce scossi.

A maggior ragione in questo caso avendo davanti agli occhi molte opere importanti, molteplici tematiche, notevoli ritratti degli ultimi anni in cui l’artista pervicacemente seguiva il suo filo mai interrotto. Ottanta opere, otto sezioni, molta grafica, non abbastanza, quando se ne desidererebbe un più ampio numero di presenze, ed anche la totalità per coerenza; opere da collezioni private.

Volutamente non c’è L’URLO ma ne possiamo anche fare a meno, lo abbiamo visto tante altre volte in molte delle sue versioni. Solo non si comprende a che cosa possa servire una sezione di due salette di d’après munchiani di Andy Warhol

Fra queste grafiche l’opera “snobbata” è eccome ben presente, anche troppo. Poi basta.

La Cappella Dogale è esposta alla gioia di chi guarda, e la successiva stanza è occupata dalla libreria ingombra anche dello sciocchezzaio gadgettistico ormai inevitabile. Il curatore afferma che ancora non c’è stata una mostra importante su Munch in Italia e ha ragione.

Ancora non c’è stata!

 

 

 

 

©emilio campanella 2013
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