di E.T. twitter@iiiiiTiiiii
Il Roma Fringe Festival si apre il 22 giugno con una gradevolissima sorpresa per questo umile cronista, lo spettacolo “I Leoni non si abbracciano”, bel lavoro di Stella Saccà messo in scena da tre giovani attori (che ne curano anche la regia collettivamente) e che si svolge in uno spazio claustrofobico non ben definito dando l’impressione di avere a che fare con dei pazzi rinchiusi in un manicomio dove Baff e Leo costruiscono in qualche modo una relazione amicale fatta di scontri ed incontri ed una sottilissima e quasi impalpabile, intelligentemente inserita dall’autrice, attrazione omosessuale.
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L’arrivo di un terzo personaggio con il suo carico di brutale violenza, il suo essere gratuitamente provocatore, la sua antipatia, il suo frustrante e frustrato bisogno di essere qualcuno trasformato in sete di potere e di dominio, chiarisce lentamente dove i protagonisti si trovano è perché. Sono condannati a morte e non vedranno l’alba del giorno successivo.
Un bel lavoro, con bravi attori, che a volte si lasciano trasportare dagli automatismi (soprattutto in alcuni movimenti ripetitivi di Baff, che hanno perso carica emotiva), ed un testo intelligente, una recitazione a volte troppo marcatamente “macho” (una pecca dei tre attori che non sfruttano al meglio le dinamiche emotive del testo della brava Stella Saccà).
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(23 giugno 2014)
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