71ª Mostra del Cinema di Venezia, “Anime Nere” di Francesco Munzi

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Mostra Venezia 2014 - 02 Anime Nere di Emilio Campanella

Ho visto ANIME NERE di Francesco Munzi, primo film italiano in concorso per VENEZIA 71.

Coraggioso, rigoroso, coerente, sono i primi tre aggettivi che questo film mi suggerisce. Storia di tre fratelli originari della terra d’Aspromonte, con una tragedia alle spalle ed un vissuto o dentro o gomito a gomito con la malavita. Sembra che non ci sia via d’uscita: per chi se ne allontana – apparentemente  –  geograficamente, per chi resta e si tiene lontano, con enormi difficoltà, ed in realtà, ben poco successo.

Poi basta una minima frana perché il baratro che inghiottirà tutti, si spalanchi.

Se il fratello minore traffica a livello internazionale, il mediano fa il signore borghese con la bellissima moglie stranera (Barbora Bobulova) a Milano, fondando il proprio successo sul denaro sporco del fratello; il maggiore, restato in Calabria, si illude di poter fare la sua vita rurale senza essere toccato dall’orrendo boss locale responsabile della morte del padre e del fratello bambino. Basta una reazione violenta del figlio ventenne ad uno sgarro subito dal proprietato del bar della stazione, protetto dagli avversari, per scatenare una catena di omicidi, che culminerà in un seguito di tragedie famigliari degne di Seneca.Mostra Venezia 2014 - 03 Anime Nere

Colpisce l’ambientazione nelle tre locations, per una volta gli spostamenti spaziali non provocano spezzature drammaturgiche, la fotografia è molto accurata e motivata nelle differenze stilistiche che si riscontrano, efficace il montaggio, notevoli gli attori, un coro di donne molto brave ed espressive, una per tutte quella che interpreta la madre dal volto intenso ed antico.

C’è, nel film, una comprensione dell’ambiente e della gente, non certo un avallarne i comportamenti, e si entra in un ordine di idee di ragionamento quasi ancestrale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(29 agosto 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©emilio campanella 2014
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