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Milano Film Festival, la programmazione del weekend di chiusura

Milano Film Festival 2014 - 18 Chiusuradi Gaiaitalia.com

L’ultimo weekend del festival presenta in Concorso lungometraggi Age of Cannibals di Johannes Naber, un dramma critico sulla finanza d’oggi, grottesco e dal ritmo serrato (sabato 13 settembre, ore 17, Spazio Oberdan); a seguire l’italiano Enrico Maisto al suo esordio con Comandante, film delicato e intimo sugli anni di piombo a Milano visti attraverso gli occhi di suo padre (sabato 13 settembre ore 18.30, Auditorium San Fedele e in replica domenica 14 settembre ore 15, Spazio Oberdan). Alle 20 è la volta di The Tribe di Myroslav Slaboshpytskiy (che sarà presente in sala), film choc ucraino sull’universo dei sordomuti, totalmente girato in lingua dei segni, vincitore della Semaine de la Critique al Festival di Cannes (sabato 13 settembre, ore 20, Teatro Strehler). Si conclude il Concorso lungometraggi con Come to My Voice di Hüseyin Karabey, un viaggio che mostra il complicato rapporto tra cultura turca e minoranza curda (domenica 14 settembre ore 11, Spazio Oberdan).

Ultimi giorni anche per il Concorso cortometraggi: sabato 13 settembre alle 21 in programma il Gruppo C, preceduto da Status, episodio 2 della web serie vincitrice del concorso Are You Series?. A seguire alle ore 22.45 in programma il Gruppo G.

Domenica 14 settembre alle 16 Gruppo J al Teatro Studio Melato. Milano Film Festival 2014 - 19 Chiusura

Per i “fuori categoria” del festival, si inizia con la replica di Aimer, boire et chanter, l’ultimo capolavoro di Alain Resnais, dove la vita dei componenti di una compagnia teatrale è sconvolta dalla notizia che il loro amico George Riley sta per morire. Alain Resnais, affascinato da sempre da quel gran teatro che è la vita, mette in scena l’amore, le nostre memorie, la difficoltà di separarsi dalla giovinezza e alfine dalla vita (domenica 14 settembre ore 14, Teatro Studio Melato). Si va avanti, direttamente dalla Mostra del Cinema di Venezia, con Io sto con la Sposa di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman e Al Nassiry. Tremila chilometri in quattro giorni, da Milano a Stoccolma nel novembre 2013, per trovare accoglienza; un documentario prodotto dal basso che è un esperimento politico, critico e gioioso, attraverso l’Europa e l’immigrazione in cui cinque profughi e chi li aiuta cercano la libertà, travestiti da corteo nuziale (sabato 13 settembre ore 16, Teatro Strehler). A seguire Amour fou di Jessica Hausner, che narra le conseguenze estreme del pensiero romantico, presentato in Un certain regard a Cannes 2014 (sabato 13 settembre ore 20.15, Auditorium San Fedele). Alle 21.30 Corpo a Corpo di Mario Brenta e Karine De Villers, girato nel corso dell’allestimento di Orchidee di Pippo Delbono, resoconto flagrante di un metodo di lavoro nel quale l’attore diventa autore e l’autore attore (sabato 13 settembre ore 21.30, Scatola Magica). Si continua nell’ultima domenica del Milano Film Festival con Arrête ou je Continue di Sophie Fillières, delicato racconto sulla fine di un amore e splendido ritratto di donna (domenica 14 settembre ore 18.30, Auditorium San Fedele), a seguire Tabarin di Lusso, commedia romantica con tocchi inimitabili del grande Alfred Hitchcock (domenica 14 settembre ore 21, Spazio Oberdan). Si finisce in musica e bellezza al Parco Sempione con Hai Paura del buio? di Giorgio Testi, il film-concerto che prende il nome dall’album storico del gruppo che ha ridefinito la scena rock italiana, gli Afterhours, presenti per festeggiare la fine del tour (domenica 14 settembre ore 21.30, Parco Sempione). Il film sarà distribuito da Feltrinelli Real Cinema e uscirà a novembre in cofanetto dvd+libro.Milano Film Festival 2014 - 00 Logo

Tra le rassegne più attese del Milano Film Festival, Colpe di Stato, si parte dalle 11 con Life in Paradise – Illegals in the Neighbourhood di Roman Vital, ambientato a Valzeina, luogo idilliaco dove il governo svizzero ha installato un centro di deportazione per richiedenti asilo. Un paradiso dai delicati equilibri, compromessi dall’arrivo degli ospiti, una cesura tra le comunità gestita con la precisione chirurgica che viene dalla fede cieca nell’istituzione (sabato 13 settembre ore 11, Spazio Oberdan). Si prosegue con Children 404 di Askold Kurov e Pavel Lopar, un vero, terrificante, ritratto della Russia contemporanea: violenza e omofobia, dalle istituzioni, sono filtrate nelle relazioni e nel quotidiano (sabato 13 settembre ore 15, Spazio Oberdan). Alle 21.30 Life Sentences di Nurit Kedar e Yaron Shani, la storia di Nimer Ahmed, figlio del terrorista Fauzi al Nimer e di una donna ebrea, con la sua sofferta ribellione che culmina con la partecipazione al film e con un ultimo estremo incontro col padre (sabato 13 settembre ore 21.30, Spazio Oberdan). Domenica si inizia con Fino in Fondo di Alberto Badas e Tomaso Mannoni, che racconta la rabbia delle generazioni del Sulcis. Lì dove i giovani “si sentono ripetere ogni giorno che la nostra provincia è la più povera d’Italia”. Il lavoro che non c’è assume un valore assoluto, quello di un mondo che si sfalda (domenica 14 settembre ore 17, Spazio Oberdan). Infine, in programma la replica di Red Army, coprodotto da Werner Herzog, sulla squadra di hockey più forte di sempre, orgoglio dell’Urss, che fu anche straordinaria macchina di propaganda (domenica 14 settembre ore 20.30, Auditorium San Fedele).Milano Film Festival 2014 - 20 Los Angeles

Spazio al focus sul cinema messicano con Los Ángeles di Damian John Harper, la storia di Mateo, un giovane di una comunità Zapoteca, il cui sogno è raggiungere il padre oltre il confine a Los Angeles; per riuscirvi dovrà affiliarsi a una gang locale, che lo obbligherà a fare i conti con la propria coscienza e la propria famiglia (sabato 13 settembre ore 22.15, Auditorium San Fedele).

A 25 anni dalla caduta del muro di Berlino, del sistema ideologico che lo aveva eretto e delle sovrastrutture che erano state prodotte, si registra l’emergere di un interesse a riprendere un discorso su quel periodo storico tra i cineasti delle due generazioni precedenti. Il focus presenta Happily Ever After di Tatjana Božić, ritratto di una generazione cresciuta nella disgregazione della Yugoslavia e della Guerra dei Balcani (sabato 13 settembre, ore 19 Spazio Oberdan).

Altre informazioni sul Milano Film Festival sul sito ufficiale della manifestazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(12 settembre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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