“Bronzee Seduzioni”, Emilio Campanella le ha subite per voi

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Bronzo Palazzo Strozzidi Emilio Campanella

POTERE E PATHOS, Bronzi del Mondo Ellenistico, al fiorentino Palazzo Strozzi, fino al 21 Giugno. Una mostra quasi di studio, che attraverso poco meno di cinquanta pezzi esposti compie una ricognizione intorno all’arte bronzistica dell’antichità: i motivi delle scelte di questa delicata fusione, i temi ricorrenti, le ragioni votive e celebrative, le varie dimensioni, gli stili di riferimento, le copie grazie alle quali conosciamo opere di artisti di cui nulla è rimasto.

L’esposizione ha dalla sua lo spazio, il respiro che le statue hanno intorno, ed ovviamente l’agio di vederle da tutti i lati: che siano teste, busti, grandi figure intere, piccoli modellati, ed in più, illuminate con grande attenzione, sono corredate da un apparato informativo agevolmente leggibile, sintetico e bilingue. Abbiamo di fronte, personalità, atleti, divinità. Le grandi dimensioni: grandezza naturale, ed anche molto di più, ci dànno
la misura dell’effetto emotivo che queste figure perfette potevano avere sulle
persone che le vedevano; i potenti rappresentati potevano essere certi della forza d’impatto della loro immagine nei fori, tanto più che molte sono copie romane ed in quei luoghi venivano ammirate, ed anche temute. Gli atleti erano spesso rappresentati in momenti di riposo, i corpi perfetti rilassati, i muscoli guizzanti, appena dopo la prova che li aveva visti vincitori. Gli dèi con gli attributi della loro potenza, gli sguardi spesso furenti di severità.

Ora i materiali hanno un colore molto diverso, dopo secoli, talvolta, di permanenza nelle profondità marine, le orbite sono vuote, ma i volti perfetti ancora testimoniano dell’indubitabile fascinazione che dovevano esercitare con i magnifici occhi in paste vitree od in avorio…alcuni li hanno ancora. Basti pensare a quelli straordinari delle statue ercolanensi esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ed anche qui la TESTA-RITRATTO DI UOMO CON KAUSIA dallo sguardo penetrante degli occhi forse in
faience, forse in alabastro, da Pothia, Museo Archeologico di Calimno, ritrovata nel 1997, nel Mar Egeo, al largo dell’isola di Calimno. Nella stessa seconda sala si ammira la TESTA DI CAVALLO DETTA “MEDICI RICCARDI” appena restaurata, della seconda metà del IV sec. a.C., bronzo con tracce di doratura dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Il percorso espositivo è diviso in sei sezioni che prendono in esame
differenti punti di vista della materia. In due salette esemplificazioni didattiche di tecniche e modalità esecutive relative all’argomento. Al Museo Archeologico Nazionale, un’ideale continuazione sarà rappresentata da: PICCOLI GRANDI BRONZI, capolavori greci, etruschi e romani, dal 20 Marzo al 21 Giugno. In questo modo si tocca un argomento profondamente radicato a Firenze e legato agli scavi ed alla sensibilità di Cosimo I De’ Medici cui risale il nucleo iniziale di queste collezioni.

La mostra di Palazzo Strozzi nasce da una collaborazione con il J. Paul
Getty Museum di Los Angeles dove sarà esposta dal 28 Luglio al 1 Novembre e la National Gallery di Washington dove sarà dal 6 Dicembre 2015 al 20 Marzo 2016. Un ottimo catalogo è pubblicato da Giunti.

A conclusione ricorderò la STATUETTA DI ERACLE IN RIPOSO, III sec. a.C. o I sec. d.C. copia di un bronzo lisippeo del IV sec. a. C. Bronzo, argento, da Chieti, Museo ARcheologico Nazionale d’Abruzzo. Una piccola meraviglia di trentanove centimetri con la base, di assoluta perfezione esecutiva, ritrovato a Sulmona nel 1959, ed il possente ERACLE EPITRAPEZIOS, I sec. a.C., I sec. d.C. dal Museo ARcheologico Nazionale di Napoli, e ritrovato in Campania nel 1902.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(17 marzo 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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