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70ª Mostra del Cinema di Venezia, e’ il momento di Stephen Frears in concorso

Venezia 70 Philomenadi Emilio Campanella

In concorso per Venezia 70, PHILOMENA di Stephen Frears, storia drammatica e mélo realmente accaduta. Nel 2002 il Leone d’Oro della Mostra del Cinema venne assegnato al potente MAGDALENAS di Peter Mullan. La vicenda narrata da questo film rientra in quel filone.

Nel 1952 una diciottenne orfana di madre rimane incinta, il padre per soffocare lo scandalo decide di rinchiuderla in un istituto per ragazze perdute. Qui dopo un parto podalico bestiale, sopportato senza alcuna anestesia per espiare la colpa di cui si è macchiata e per la quale MAI verrà perdonata dalla spaventosa Superiora suor Hildegarde (nome di grande rilievo per la storia intellettuale della mistica tedesca, qui proprio ridotto al peggio della violenza morale)non bastasse, la poveretta dovrà pagare con anni di lavoro, i costi sostenuti dall’istituzione, per il suo ricovero, il suo mantenimento, la sua caritatevole disponibilità ad accogliere un rifiuto della società. Per soprammercato, il bimbo amatissimo le verrà strappato dal seno, dato in adozione, e come sapremo più tardi, pagato profumatamente!

Cinquant’anni dopo, Philomena decide di raccontare questa antica dolorosissima storia alla figlia esternandole il desiderio di avere notizie del figlio perduto. Casualmente la ragazza conosce un giornalista caduto in disgrazia (Steve Coogan) che dopo alcune perplessità decide di aiutare l’anziana signora ( la grande Judi Dench, qui misurata e contenuta più del solito ); le ricerche li porteranno negli Stati Uniti, a spese di una rivista popolare a grande tiratura. Il figlio verrà ritrovato, e venendo a conoscenza della sua realtà, la signora Lee comincerà a snocciolare frasi su frasi della sua saggezza di tutti i giorni, che danno la misura della sua umanità. Naturalmente il giovane era morto nel 1995 di AIDS; il fatto che fosse omosessuale non preoccupa la madre, piuttosto domanda alla bella signora che le parla di lui e ch’era la sua copertura ufficiale, data la sua importante carriera nel Partito Repubblicano, se il suo compagno lo amasse!

C’è un’umanità di fondo in questa donna semplice e saggia, che fa si che nonostante tutto riesca anche a conoscere proprio, nonostante molte comprensibili difficoltà, l’uomo che è stato accanto al figlio sino alla fine.

Verrà a conoscenza di una viaggio in Irlanda alla ricerca delle proprie radici e proprio della madre, ma senza essere riuscito a raggiungerla, come era accaduto a lei, per le medesime chiusure opposte dal convento. Di più, scoprirà che è sepolto proprio in quel cimitero! Frears racconta in maniera piana, attento a che tutto sia preciso, chiaro, esposto con inequivocabile semplicità.

Cerco di non dire troppo per non rivelare segreti che sono svelati gradualmente, con il procedere delle indagini. Questa storia di terribile sopraffazione, di sordo dolore, di sensi di colpa che durano mezzo secolo è esposta con lo stile giornalistico e la disinvoltura formale che conosciamo a Frears, ma anche con aperture al mélo quando occorre, senza mai eccedere. Non ci fanno, però comprendere quale sia la posizione del regista, se ce ne sia che una precisa, e se l’obiettivo sembra talvolta partecipare del dramma dei suoi personaggi, altre volte li lascia soli con i loro contrasti sospendendo, all’apparenza, ogni giudizio.

Che dire di una tale sopportazione, del dolore profondo; della vita che potrebbe essere stata diversa, della morte sopportata con “cristiana rassegnzione”. Non sarebbe meglio poter decidere del proprio destino? Infermiera che conosce le persone, certe loro posizioni comportamentali e le leve che le spingomo, Philomena perdona, pur con difficoltà la sua aguzzina, decrepita ma ferma nei suoi propositi, una torturatrice convinta della sua missione.

I titoli di coda ci mostrano i volti dei veri protagonisti della vicenda ed immagini amatoriali del figlio perduto, un uomo, come la madre, con segreti custoditi gelosamente…

 

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©emilio campanella 2013
tutti i diritti riservati
©gaiaitalia.com 2013
per gentile concessione
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