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Nel suo articolo sulla fecondazione eterologa, Sig. Mancuso, c’è un po’ di approssimazione… Ne parlo con lei

Alessandro Paesano 01di Alessandro Paesano  twitter@Ale_Paesano

Dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale il divieto alla procreazione eterologa (cioè con gameti esterni alla coppia) la legge 40 è stata privata di un altro dei suoi divieti maschilisti e patriarcali. Rimane la restrizione di questo diritto alle sole coppie sposate o conviventi.

Cioè, visto che quando parliamo di procreazione stiamo essenzialmente parlando di una donna, il divieto di usufruire della procreazione assistita alle donne single in assenza di un uomo.

Per l’attuale legge 40 se una donna non è sposata o convivente con un uomo non può ricevere il seme di un un altro uomo donatore… I maschi dirimono la questione anche quando sono sterili. Per Aurelio Mancuso, che scrive questo articolo sul nostro giornale nella sua rubrica “Il Punto di Aurelio Mancuso”, questa è una discriminazione per la coppia e non per la donna tanto che titola un suo articolo “Eterologa, esclusione per le coppie omosessuali e attenti a tesi naturalistiche”. Un’ affermazione  fuorviante.
Fuorviante perché la discriminazione riguarda le donne e non gli uomini. E dunque le coppie di donne e non le coppie di uomini.

Perché un conto è la procreazione assistita eterologa, dove cioè una donna utilizza il gamete maschile di un donatore anonimo, un conto è la maternità surrogata quando invece un uomo usa il suo seme per fecondare il gamete di una donatrice e poi un’altra donna (diversa dalla donatrice) porta a termine la gravidanza per lui.

Il diritto alla procreazione è prima di tutto un diritto della donna poi anche della persona che ha accanto, sia essa un uomo o un’altra donna. Così come la maternità surrogata riconosce il diritto di un uomo ad avere prole anche senza avere una persona accanto, donna o uomo che sia.

Ma Mancuso nel suo articolo non contempla la genitorialità da single… Eppure ci molte donne negli anni 70 sono rimaste incinta e hanno cresciuto la prole senza un uomo accanto e la legge oggi riconosce una madre single come madre a tutti gli effetti…

Oggi non ci si scandalizza più perché una donna rimane incita senza essere sposata o cresce la prole da sola senza un uomo accanto…

Per l’articolo di Mancuso il diritto alla genitorialità rimane invece della coppia e nella coppia, qualunque ne sia l’assortimento sessuale, ignorando il dibatto che si sta animando in Italia che vuole riconoscere il diritto di adozione anche alle persone single e parla di coppie omosessuali escluse come se non sia sempre e solo una donna a rimanere incinta.

Come se la legge 40 che aiuta biologicamente le donne non escluda solo donne, viepiù se sono in coppia, ma anche gli uomini che invece, per avere prole, sempre a una donna devono rivolgersi…

Per Mancuso che a una donna single venga negata l’eterologa, così come il diritto all’adozione, è meno grave che se il divieto riguardi una coppia omosessuale (senza distinguere tra coppia di donne e coppia di uomini), secondo una partigianeria corporativista non solo epistemologicamente ridicola ma anche discriminatoria, e maschilista.

Maschilista perché quando Mancuso si esprime contro il diritto delle donne a conoscere l’origine del gamete donato dicendo che se una donna per rimanere incinta ha bisogno del seme anonimo deve prendersi quel che capita, anche il seme di un negro, è un altro maschietto che sta dicendo a una donna come usare il proprio corpo.

E questo è davvero inammissibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(11 settembre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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