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LA PAGINA DELLO ZIO BO

Bo Summer’s, scrivere come dio: “Lei ha il diritto d’ignorarmi..”

di Bo Summer’s  twitter@fabiogalli61                     Egregio Signore, Lei ha il diritto d’ignorarmi. Nelle mie lettere avevo fatto delle piccole confessioni mentali. E avevo posto delle domande. Mi voglia permettere oggi di completare quelle stesse confessioni, di riprenderle, di andare fino in fondo a me stesso. Non cerco di giustificarmi ai suoi ...

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Bo Summer’s, scrivere come dio, “il mio problema continua ad assillarmi…”. La Pagina dello Zio Bo

di Bo Summer’s   twitter@fabiogalli61                     30.10.1982 come fosse oggi           Egregio Signore, il mio problema continua ad assillarmi: sono al di sotto di me, lo so, ne soffro, ma vi acconsento per paura di morire completamente. Queste poche righe, che sono dette molto male, rischiano di introdurre ...

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Bo Summer’s, Dialogo in Versi III. La Pagina dello Zio Bo

di Bo Summer’s   twitter@fabiogalli61             L’ultima opera che occorrerebbe pubblicare in vita, non postuma, dovrebbe essere esattamente già come fosse postfazione agli ultimi versi di un qualunque poetucolo. Il peggio.   Parrebbe, così, avere una sottile vena polemico-nostalgica, come in una serie di caustici trionfi che segnerebbero la disfatta del presente di quel tal autore. ...

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Bo Summer’s, scrivere come dio: “Sono Malato”

di Bo Summer’s  twitter@fabiogalli61           sono malato,   in quello stato in cui l’uomo è ridotto a quello che è, ossia ridotto al nulla e alla disperazione. Ridotto alla disperazione, cioè all’arbitrario puro dell’essere, ove fosse salvata la capacità di agire. All’annientamento in caso diverso. Ho ragione di riconoscere nell’impossibilità di agire, nell’inerzia avanzante, qualcosa di ...

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La Pagina dello Zio Bo: Riesumanda: Bo Summer’s da “Cani d’Amore”

di Bo Summer’s  twitter@fabiogalli61           Riesumanda: Bo Summer’s da “Cani d’Amore”       all’incubo di quel sogno, poi, d’un colpo, strazia una pausa – non lo stesso sperdimento aumenta il tono basso ove è proibito, alle segrete cure, il guarito pianto: camera mia, mio fiele fedele!: ora piango ma langue pure questo e opprime le ...

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Bo Summer’s: scrivere come dio, l’ammissibilità assoluta

di Bo Summer’s   twitter@fabiogalli61                   Egregio Signore, vorrei, a costo di essere inopportuno, sottoporre alla sua visione un mio lavoro: El fistolo de l’Inferno. Nella mia scrittura c’è il moltiplicarsi dell’immagine nei suoi elementi visivi, nei suoi tasselli costitutivi. È come prendere in mano le cose da lontano, da molto lontano: molto ...

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Bo Summer’s, scrivere come dio: d’una ghiaia

          di Bo Summer’s  twitter@fabiogalli61                       Mi permetto, forse importuno, d’inviarLe questo breve testo: d’una ghiaia. Quali sono, all’incirca, le parole che ora dovrei usare per tentare di descriverne le intenzioni? Anche a domandarmi quali parole si giochino nelle stanze dell’amore, di questo amore, sento che ...

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Bo Summer’s ft Fabio Galli, Minime Anime

di Bo Summer’s  twitter@fabiogalli61                     In alcuni miei post precedenti nominavo un vecchio testo di Fabio Galli: Minime Anime. Qualcuno mi ha chiesto di poterlo leggere, quel testo. Pochi, invero, ma si sa che a me basta così. La stesura originale apparve, per diretto interessamento di Ubaldo Giacomucci, nella rivista Tracce, ...

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Bo Summer’s, scrivere come dio: “La Grande Utopia”

di Bo Summer’s   twitter@fabiogalli61                 “Dinanzi a una impellente necessità, le barriere sono travolte” Kandinskij, La grande Utopia“         Cortese Signore, nel mio dolore seguo l’orlo, lo percorro. Malamente. Di che si tratta? E che il sentimento non possa essere, forse, più doloroso? È di Minime Anime che vorrei ancora ...

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La Pagina dello Zio Bo Summer’s: Dialogo in Versi, II

di Bo Summer’s    twitter@fabiogalli61           dunque: noi non leggiamo affatto delle sensazioni ma delle percezioni e questo accade, talvolta, a distanza di tempo e di luogo. Esse sono custodite con adorazione e levità [e soltanto questo verrebbe da domandare: che possano essere sempre, per quanto terribilmente cari orrori, leggere percezioni]; o parole rapite a graffi alla ...

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